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#10PortraitsAgainstPrejudice: il foto progetto contro i pregiudizi

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Troppo grassa, troppo magra, troppo aggressiva. Troppo gay, troppo strano. Sono i pregiudizi, quelli con cui molti sono costretti a vivere ogni giorno, spesso subendo frasi e sguardi indiscreti. Provano a superare le barriere Davide Scalenghe, Flora Ciccarelli e Giovanni Mauriello, autori del fotoprogetto #10PortraitsAgainstPrejudice creato in collaborazione con la scuola Holden di Torino. Dieci volti per dieci diverse storie che provano a raccontare in prima persona e per immagini cosa significa vivere con un’etichetta stampata addosso, come un marchio sulla pelle di chi decide di mostrare di non nascondersi, di mostrare la propria natura e per questo è ritenuto diverso. ”Il progetto non pretende in modo alcuno di raccontare né il più grande né tanto meno il pregiudizio predominante per ogni categoria di “subcultura” che presentiamo, consci del fatto che noi per primi siamo affetti da pregiudizi, nei confronti di noi stessi e degli altri, in quanto siamo parte integrale di questa società e siamo influenzati dall’ambiente che ci circonda – hanno spiegato gli autori del progetto -. Il nostro intento è quello di stimolare la riflessione collettiva, di titillare i canoni e di spingerci oltre le paure che ci fanno chiudere a riccio di fronte a chi vive una situazione fuori dalla nostra zona di comfort’‘.

 

Provare a immedesimarsi

 

 

Tutti i ritratti sono accompagnati dalle storie dei protagonisti, poche righe che provano a riassumere cosa si prova a sentire certe frasi o sguardi sulla pelle. Gli aneddoti non sono tratti da storie vere ma sono in realtà il frutto di un lavoro creativo che ha l’obiettivo di spingere chi osserva ad immedesimarsi, riuscire a costruire immaginari in cui tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono sentiti emarginati, soli o colpevoli possano ritrovarsi. ”Facciamo parte del Coordinamento Torino Pride e, in occasione del Gay Pride 2016, abbiamo creato #10PortraitsAgainstPrejudices – racconta Mauriello – in cui tentiamo di abbattere i pregiudizi nei confronti di categorie di persone anche molto lontane tra loro: oltre ai temi GLBT che ci sono più cari, abbiamo ospitato un ragazzo affetto dalla sindrome bipolare, una ragazza musulmana, due donne anziane, una bambina cinese vittima di bullismo e via dicendo. Per noi è volontariato, un’operazione in cui crediamo moltissimo . Abbiamo già ottenuto il patrocinio del Coordinamento Pride, dello Sportello Trans Maurice e dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e siamo in attesa del patrocinio del Comune di Torino”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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