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A 14 anni scrive un libro per raccontare la sua storia di bullismo

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Secondo il dati del Telefono Azzurro le vittime di bullismo sono passate dall’8,4% al 16,5% tra il 2012 e il 2014. I ricercatori dell’Istituto degli Innocenti: 1 ragazzo su 5 in Italia è vittima di bullismo.


Le vittime di bullismo vivono nel silenzio e a volte nell’indifferenza. Anche per loro c’è un libro che prova ad alzare la voce: “14 ans, harcelée” (ed. Mazarine). A scriverlo, una ragazza francese di soli 14 anni che in queste pagine racconta la sua esperienza di vittima del bullismo.

Pagine in cui Mathilde Monnet racconta il suo dolore. Ma anche e soprattutto che si può uscire da una situazione del genere anche in casi disperati. “All’inizio erano solo tre e si limitavano agli insulti – racconta Mathilde in un’intervista a Vanity Fair -. Mi chiamavano “sporco castoro”, per via dei miei denti che sporgevano, e mi umiliavano quotidianamente. Poi sono passati a botte, ceffoni e calci. Lo facevano soprattutto durante la ricreazione, ma succedeva anche quando eravamo in classe. Il branco man mano si è esteso, ogni settimana si aggiungeva qualcuno, in un crescendo di violenza. Alla fine ero costantemente picchiata e insultata da una ventina di persone. Ho subito di tutto: dai compassi conficcati nella schiena ai pugni che mi paralizzavano la mascella”.

 

Un libro di denuncia per se stessa e le altre vittime

 

 

Il suo peggior carnefice era Joachin, il ragazzo di cui era innamorata. Dopo due anni dall’inizio delle violenze Mathilde nota per strada un ragazzino picchiato da tre dei suoi compagni. A quel punto è stato come vedere se stessa. Mathilde trova la forza di aprirsi con la madre e confessare il suo dolore. Poi le denunce, l’obbligo di lasciare la scuola che frequentava mentre i suoi aguzzini sono rimasti dov’erano. È a quel punto che Mathilde decide di riprendere a scrivere quel diario che aveva custodito le sue paure e i suoi dolori: “Sapevo che la scrittura mi avrebbe salvato. Non ho fatto altro per settimane. Non riuscivo più a smettere. Pagina dopo pagina, mi sentivo rinascere”. Di pagine ne ha scritte più di 900 e alla fine ha trovato qualcuno che le ha trasformate in un libro di 308 pagine.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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