0

Giovani donne, tra lavoro e violenza: lo spettacolo del liceo Don Milani

0
0


“E se fossimo noi ragazze a capire finalmente che chi ti ama non ti fa del male?”. Le parole, potenti come lame, risuonano nel silenzio tra le pareti sbiancate, in una palestra di una scuola di periferia. Al suo interno si accalcano giovani di ogni tipo: maschi, femmine, qualcuno con i capelli rossi, altri mori; alcune, tra le donne, hanno le extension, altre le unghie finte. Teen-ager in blue jeans, con in testa tutti i sogni della loro età. Dalla bocca, però, escono frasi adulte, pensieri già “da grandi”. “Giovani donne verso il lavoro”: è questo il tema scelto dal liceo statale Don Milani di San Giovanni a Teduccio che, nell’ambito della manifestazione “Je sto vicino a te” promossa dal Comune di Napoli ha deciso di raccontare la vita e le esperienze di chi abita un quartiere operaio per storia ma che, nel tempo, ha subito la desertificazione industriale. Crescere tra le crepe delle strade, e di un sistema che spesso dimentica i suoi ‘figli’ più sfortunati, può voler dire perdersi; ma può, in altri casi, anche presupporre una maturazione diversa, forse migliore.

 

Pari Opportunità tra gli studenti del Don Milani: crescita come consapevolezza di sè

 

Le giovani adolescenti in tuta nera, guidate dalla professoressa Ida Pappalardo, mostrano come l’arte del ballo possa diventare strumento per dire ‘Basta’ alla violenza di genere. Poi, microfono alla mano, tengono banco tra i rappresentanti delle istituzioni parlando di emancipazione femminile e prospettive di sviluppo.

Buonfiglio marino don Milani
Simona Marino ed Isabella Bonfiglio

“Sentendole, penso che abbiamo fatto un buon lavoro” – è l’osservazione di Simona Marino, consigliera comunale delegata alle Pari Opportunità –“La forza delle donne non sta nell’organizzarsi ‘contro’ qualcuno ma nell’acquisire sapere. Ad oggi, gli uomini esercitano ancora un’egemonia in ambito lavorativo, ma nel futuro non sarà più così. Auspico un mondo femminile anche in campo culturale e politico perché l’etica delle donne è un’etica ‘del singolo’, personale e di cura”. Le fa eco la preside Angela Viola, che del liceo è “anima” da 5 anni e che ha voluto fortemente la manifestazione: “Il mio slogan, già da piccola con le amiche, era ‘Dalle donne, la forza delle donne’. Questa scuola nasce come costola di un istituto magistrale, cioè di un indirizzo di studi appannaggio femminile. Prima funzionava così: le donne insegnavano perché così poi potevano dedicarsi alla casa e alla famiglia. Oggi, anche se non è esplicitato, le cose stanno ancora un po’ allo stesso modo. La politica, nel frattempo, quale costruzione di conciliazione tra vita e lavoro ha costruito?”.

Ed allora, ecco che tra le ragazze serpeggia l’orgoglio di chi capisce che, per andare avanti, deve farsi forza. Diventare protagoniste del proprio pensiero, non lasciarsi condizionare dal maschio dominante (qui forse anche più che altrove), emanciparsi. “L’aumento di autostima, una donna che riconosce il proprio valore, diminuisce la violenza” – conclude Isabella Bonfiglio, consigliera di Parità della Città Metropolitana –“Il lavoro più importante, quindi, è quello che si fa su se stesse”.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *