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Solitudine: dall’idea di una napoletana, un gruppo Facebook per dire “Basta”

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Quante volte avremmo voluto chiacchierare con qualcuno e, invece, ci siamo ritrovati a parlare a noi stessi davanti ad uno specchio? In quante occasioni ci sarebbe piaciuto uscire, visitare posti nuovi o condividere tempo libero e alla fine abbiamo acceso la televisione, seduti mollemente sul divano a fantasticare di un’altra realtà?

La solitudine non è solo il compagno di vita di molti, spesso è uno stato d’animo. Colpisce a tradimento come i peggiori nemici, e sconfiggerla non è semplice. Da questa consapevolezza nasce “Soli mai più“, l’iniziativa portata avanti da Amelia Focaccio. Mediatrice familiare e da anni impegnata nel terzo settore come responsabile animazione dell’associazione “L’ Agapè“, la Focaccio ha, non a caso, scelto l’estate – la stagione più “difficile” per chi non ha famiglia – per mettere a punto la sua idea: fornire sostegno e compagnia alle persone di mezza età, interessate a trovare amici con cui condividere un pezzo di esistenza, utilizzando Facebook come “piazza virtuale” di confronto.

 

Amelia Focaccio
Amelia Focaccio

Perché proprio il social network più criticato della Rete?

Per riportare Facebook alla sua antica “missione”, ossia quella di unire le persone. In questi anni abbiamo assistito ad un livellamento culturale verso il basso, si è perso di vista l’obiettivo; invece i social sono, per definizione, lo strumento migliore che abbiamo per generare rapporti sociali. Certo, devono essere usati in un determinato modo.

 

È per questo che il suo gruppo, “Soli mai più”, prevede un rigido regolamento interno?

Certo! È importante far capire il messaggio: noi offriamo la possibilità di conoscersi e di mettere in circolo emozioni e voglia di fare. Nella piazza virtuale devono agire meccanismi reali, lasciando da parte la voglia di apparire fine a se stessa e di piacere a tutti i costi. Non siamo un’agenzia matrimoniale né miriamo a creare coppie; il fine è trovare sostegno, sapere che c’è qualcuno su cui contare.

 

Perché vi rivolgete ad una fascia d’età “media”?

Perché la mezza età attuale è come la gioventù della generazione precedente. I cinquantenni di oggi sanno usare i nuovi media alla perfezione e hanno ancora le capacità giuste per fare tutto. Soprattutto, sono loro a trovarsi nelle situazioni di maggiore difficoltà: penso ai single “di ritorno”, uomini e specialmente donne magari separati e con figli già grandi che non escono nemmeno a fare una passeggiata perché non saprebbero con chi farla. Ho amiche e amici che, tante volte, mi hanno raccontato i loro disagi: la prima è stata una giovane donna, madre di una ragazzina adolescente, che proprio su Internet chiedeva aiuto perché aveva necessità di riorganizzare la propria vita. Le risposi mettendola in contatto con altre donne sole e, subito dopo, leggendo quanto avevo scritto mi arrivò un’altra richiesta da parte di un’altra persona. A quel punto, capii che dovevo impegnarmi seriamente in questo ambito.

 

Come funziona il gruppo?

In maniera molto semplice ma estremamente efficace: ci si iscrive – gratis – e si comincia a partecipare ai tanti eventi che stiamo organizzando. Si va dai corsi pratici più disparati ai salotti letterari, dal teatro alla lirica, dalle cene ai confronti con gli esperti: si può proporre tutto e lasciarsi coinvolgere da tutto, l’importante è ricordare che le finalità sono culturali e ricreative. Voglio dar modo di occupare tempo ma facendo cose interessanti: un’occasione di emancipazione e di riscatto senza bisogno di indossare una minigonna o di fare il simpatico a tutti i costi ma tirando fuori le risorse interiori di ciascuno.

 

Data la sua esperienza, secondo lei quanto c’è da fare e quanto viene fatto a Napoli per il sociale?

Viene fatto abbastanza, devo dire, ma c’è sempre da migliorare: nel terzo settore l’importante è “fare rete”, perciò porto avanti questo progetto. Della solitudine la gente si vergogna, raccontarla è una sconfitta. Invece, deve diventare un momento, un attimo da lasciarsi alle spalle con un sorriso”.

 

Per maggiori info: https://www.facebook.com/groups/1828210437194821/

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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