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Vivere senza i propri cari: un dolore infinito

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Il nostro pensiero, in questi giorni in modo particolare, va alle persone a noi care che non ci sono più: che queste ultime ci abbiano lasciato da poco o da tanto, non fa differenza, la loro assenza diventa paradossalmente presente più che mai!

Perdere una persona amata, si sa, è un evento a cui non siamo mai abbastanza preparati: nessuno ci insegna come affrontarlo, come viverlo e superarlo, e allora ognuno di noi lo fa a modo suo e cerca le istruzioni dentro di sé. Ci chiudiamo in noi stessi oppure cerchiamo disperatamente il conforto degli altri, versiamo tutte le nostre lacrime oppure non riusciamo a farlo, ci aggrappiamo alla fede o l’abbandoniamo per un po’; a volte ci struggiamo tra rimorsi e sensi di colpa per aver permesso che ciò accadesse, anche se sappiamo che non avremmo potuto fare niente per evitarlo. Ancora, ci chiediamo il perché e ci poniamo domande che non hanno una risposta esauriente, non ce l’avranno mai.

 

Vivere senza i propri cari: passa il tempo e poi…

 

 

I pensieri si girano e si rigirano nella nostra mente, insonni, in un letto sfatto in piena notte. Così passano i giorni e ci sembra impossibile che il mondo continui ad esistere ugualmente, nonostante il nostro dolore, nonostante l’assenza di qualcuno che ritenevamo indispensabile al mondo, al nostro mondo. E passano i mesi, e ci sembra ancora impossibile. Poi succede all’improvviso, o forse gradualmente: ci accorgiamo che il tempo, da astratto, è diventato qualcosa di concreto ed è stato proprio qui, seduto accanto a noi, invisibile, silenzioso, paziente come solo un amico può essere. Pian piano ha cominciato ad accarezzare il nostro dolore, ad ‘addolcirlo’, a renderlo più sopportabile, più consapevole. Ci sussurra che quello stesso dolore era ed è necessario, una conseguenza dell’amore che provavamo e proviamo ancora. Non ci abbandonerà mai, certo, ma l’abbiamo affrontato, vissuto e, in un certo senso, superato, cullandolo come un neonato che, all’improvviso, ha smesso di piangere.

Dove abbiamo trovato la forza? Nell’amore e nel dolore stesso. Ed ecco che i ricordi non ci fanno più male, anzi, ci aiutano a rialzarci, come pioli di una scala. Così ci ritroviamo a guardare di nuovo quella foto su cui il nostro sguardo prima non riusciva a soffermarsi, e a scoprire che gli oggetti che appartenevano a quella persona, o che in qualche modo ce la ricordano, ci parlano ancora di lei, ne sono pieni. E ci sembra un miracolo, e in fondo lo è, quando la ritroviamo, ad aspettarci, dentro di noi.

Mariateresa Di Pastena È nata e vive a Napoli, dove è riuscita a realizzare i suoi sogni: insegnare e scrivere. È docente di italiano nella scuola media, giornalista e scrittrice. Il suo ultimo libro, dedicato all'adolescenza, e' usato in molti istituti scolastici. Ama anche comporre poesie, passione ereditata dalla mamma.

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