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“Nur El Aini”: nel carcere di Pozzuoli si danza anche con lo sguardo

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“Ballerine di Degas, bianche nuvole, il vento non le scioglierà…”

 

Si muovono sinuose, consapevoli del proprio corpo e deliziate dal palcoscenico; ondeggiano cullate dal richiamo di musiche antiche e nobili, che rimandano alle notti delle fiabe d’Oriente. Le detenute del carcere di Pozzuoli si immergono – per il sesto anno consecutivo – nel mondo della danza del ventre. Un Universo di suoni e colori come i ventagli che alzano al cielo, come i vestiti scintillanti che indossano. Come loro, in fondo.

Le vite che hanno percorso sono sempre diverse e si intrecciano agli sguardi e ai gesti, raccontando senza parole la sofferenza, il dolore.

 

A Pozzuoli, donne in scena per raccontare se stesse

 

 

Non a caso, infatti, lo spettacolo di quest’anno si chiama “Nur El Aini” che vuol dire “Luce dei miei occhi” in arabo. Gli occhi sono anche i protagonisti della poesia che ognuna di loro ha scritto, ciascuna nella propria lingua d’origine: ”E’ la grande novità di quest’edizione” – racconta Annalisa Virgili, maestra delle ragazze e anima della rappresentazione –.“Al percorso di ballo abbiamo scelto di affiancarne anche uno artistico e poetico per offrire loro un’ulteriore occasione di esprimersi. Nei paesi islamici integralisti alle donne è dato solo il potere dello sguardo”.

L’evento 2017 rappresenta anche la fine di un viaggio: “Nel tempo ho conosciuto moltissime ‘diversamente libere’; nelle ore di lezione, nei giorni di prova si sono confidate con me e, soprattutto, fidate. Ognuna ha una provenienza, una storia alle spalle e un passato importante: radici che, in ogni caso, non vanno dimenticate”.

La danza del ventre serve anche a questo: acquisendo consapevolezza di sé e della propria femminilità, le detenute perdono per un po’ il contatto con il quotidiano; una realtà fatta di ritmi sempre uguali, rinchiuse dietro i pesanti cancelli che le separano dal resto del mondo. “Loro mi rimandano una prospettiva delle cose differente, mi aiutano a guardare in un’altra direzione” – conclude la Virgili –.“Il ballo orientale, poi, è cultura ed è connaturata in molte delle ragazze: si tratta solo di farlo venire fuori”.

La Virgili è anche autrice del libro “Danze orientali dall’interno del carcere: cinque anni nell’harem di Pozzuoli” che mostra il lato inedito e più umano della detenzione attraverso le interviste alle ospiti e a tutti coloro che, a vario titolo, ruotano attorno alla casa circondariale. Il volume è acquistabile presso la Libreria Scarlatti (via Scarlatti 36 – Napoli) o telefonando al numero: 3934942202. I proventi della vendita saranno impiegati per la ricostruzione dell’area verde della struttura.

 

“Donne candide, donne che si arrendono,donne in amore, l’amore le perdonerà…”

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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