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Imparare il “mestiere” di genitore con InsideOut

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Guardarsi dentro, imparando a riconoscere le proprie debolezze e i punti di forza; guardarsi dentro per capire quanto buono trasmettere ai figli, da cosa partire e dove (cercare di) arrivare. Lo scopo di un percorso di psicoterapia sulla genitorialità è questo.

Ascoltare le esperienze altrui, poi, è il modo migliore per confrontarsi con “l’altro da sé” e per crescere. Nell’epoca odierna, fatta di ritmi serrati, massima connessione virtuale e scarsa attenzione reale, una conquista.

IsideOut, nel ventre di Napoli, è una Onlus che promuove corsi per adulti e bambini. Corsi che sono, nella pratica, “coccole” per lo spirito ma che servono anche a concepire un modo differente di fare la mamma o il papà. Emanuela di Mizio ne è la counselor e si occupa della comunicazione non verbale e del comportamento motorio gestuale.

 

 

InsideOut Onlus: un nuovo modo di essere genitori

 

 

Come è nata la vostra Associazione?

 

emanuela di mizioInsideOut è nata un anno fa dal desiderio, mio e dei miei tre colleghi Francesca Accardo, Liana Crescenzi e Daniele Sannino, di voler continuare quello che avevamo imparato dal nostro percorso di tre anni all’istituto IGAT, scuola di psicoterapia e counseling della Gestalt e Analisi Transazionale. È stato, il nostro, un percorso di sicuro non semplice: lavorare su stessi e sulle proprie debolezze o sulla capacità di arrivare a una maggiore consapevolezza del proprio vissuto di certo non è facile. Ma è grazie a questo lavoro interiore che abbiamo imparato a “stare” con l’altro. Abbiamo avuto subito la possibilità di lavorare nelle scuole con il nostro progetto“ Consapevolmente insieme”, nel quale lavoravamo con i bambini sulle emozioni: fondamentale è per loro saper riconoscere ciò che provano, senza aver paura di quello che sentono. Oggi il nostro lavoro si estende anche agli adulti con lo scopo di sostenerli e accompagnarli nei momenti di difficoltà, ricordando sempre che ‘…A una maggiore consapevolezza segue una possibilità di cambiamento’”.

 

Perché un corso sulla genitorialità?

Non è un corso ma un per-corso sulla genitorialità. È un mettersi in gioco come persona, un riscoprire quelli che sono stati i nostri genitori e come in qualche modo continuiamo a riproporre il loro modello, sia che lo si condivida, sia opponendoci a esso nel rapporto con i propri figli e/o alunni. Poiché spesso, nella relazione tra un genitore e un figlio, il modello genitoriale che si è introiettato entra in gioco, è fondamentale capirlo affinché la relazione di crescita sana del bambino sia focalizzata ai bisogni di questo nel “Qui ed Ora”.

 

InsideOut1 Il ruolo della madre e del padre nella costruzione dell’identità del bambino?

Le figure di attaccamento sono fondamentali per la costruzione dell’identità di una persona, perché un bambino è dipendente da chi se ne prende cura e, poiché la spinta alla sopravvivenza è molto forte, il bambino stesso si costruisce una personalità che possa in qualche modo agevolarlo nella relazione con i genitori. Noi tutti nasciamo con caratteristiche innate che possiamo chiamare “Il Bambino Naturale “, ovvero le propensioni e le repulsioni che tutti gli esseri umani hanno: pulsioni amorose, affettive, l’altruismo, la spinta alla cooperazione ma anche quegli aspetti legati all’apprendimento e all’autoaffermazione. Queste caratteristiche che il Bambino possiede naturalmente, quando entra in contatto con l’ambiente familiare prima e sociale poi, possono trovare o meno accoglienza oppure essere frustrate. In base a questa alternanza di rifiuti e approvazioni, il bambino inizia a scrivere il suo “copione” di vita (facendo riferimento al copione teatrale o di un film) che darà una decisa impronta alla personalità del Bambino attuale e dell’adulto che diventerà.

 

Tasto dolente: l’adolescenza. Come affrontarla?

L’adolescenza è un periodo di crisi fisiologica per tutta la famiglia perché il ragazzo tende a staccarsi dal gruppo familiare per aderire a quello sociale, in un movimento non lineare spesso caratterizzato da blocchi, contrasti e messe in discussione dell’autorità genitoriale. I genitori spesso si preoccupano per l’atteggiamento del figlio e reagiscono irrigidendosi, diventando “controllori”, oppure si mettono nell’atteggiamento opposto diventando “amici” del proprio figlio. In realtà la messa in discussione dell’autorità genitoriale serve all’adolescente per la costruzione della propria identità di Adulto e non deve spaventare i genitori, che dal canto loro, devono accettare la sfida e comprendere quando è necessaria un’accoglienza del figlio, che in questa fase della vita sperimenta i primi piccoli fallimenti sia a scuola che in campo sentimentale, e quando fungere da guida, dando delle regole che siano basate su valori che sostengano il percorso di vita dell’adolescente.

 

Quali sono state le difficoltà incontrate durante il lavoro con i gruppi?

Non ci sono state particolari difficoltà da parte nostra nell’affrontare il tema della genitorialità, ma forse il genitore può riscontrare la difficoltà di mettersi in discussione, che può essere presente generalmente nel primo incontro, dove lui stesso sente le proprie resistenze e prende consapevolezza delle modalità in cui si approccia al proprio figlio. Poi, l’esperienza del gruppo diviene fluida.

 

Che consiglio sentite di dare ai genitori?

Crediamo sia importante per un genitore comprendere che, a volte, è necessario chiedere aiuto nel rapporto con i propri figli, perché un cammino di crescita di una madre e di un padre è a tutto vantaggio del figlio. Condividere il proprio vissuto di genitore con altre persone che stanno attraversando, anche se in modo differente, la stessa esperienza, confrontandosi allo stesso tempo con degli esperti, permette una maggiore leggerezza e cura nei propri rapporti familiari quotidiani.

 

Le altre attività della Onlus?

Oltre agli incontri sulla genitorialità e i gruppi di laboratorio sulla creatività con i bambini e adolescenti, l’associazione promuove il laboratorio sul “teatro e le emozioni” rivolto a diverse fasce di età, compresi gli adulti. 

È possibile inoltre fare incontri individuali o di coppia con un counselor, per seguire un percorso di crescita personale.

Per maggiori info: https://www.facebook.com/InsideOut-555614634777940/?pnref=lhc

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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