0

Luisa Amatucci: “Il razzismo? Esiste ancora. Eccome!”

0
0


E’ proprio così come appare in tv, Luisa Amatucci, nota al pubblico di “Un Posto al Sole” come Silvia Graziani. Quando la incontriamo, è quasi pronta per andare in scena: un ultimo tocco ai capelli, lo specchio che riflette la sua immagine, quella di una donna solare, spontanea, naturale. Non si discosta molto dal suo personaggio che, insieme a lei, è cresciuto, cambiato, maturato, visto che sono trascorsi più di vent’anni da quando ha prestato il suo volto a quella ragazza ingenua, in cerca d’amore, che è caduta e si è rialzata tante volte affrontando delusioni e dure prove, come l’alcolismo, maltrattamenti e tradimenti.

Silvia riesce a svolgere i suoi ruoli sempre con dedizione e generosità: madre comprensiva e moderna di Rossella, ormai ex adolescente ma sempre in preda alle sue pene d’amore, figlia affettuosa e attenta di Teresa e moglie di Michele, giornalista impegnato nel sociale che la coinvolge fin troppo nel suo lavoro. Una famiglia come tante, la loro, come quelle che, nella realtà, su un comodo divano o intorno ad una tavola, vi si identificano ogni sera e ne seguono e ne condividono i momenti di gioia e di sofferenza che fanno parte della vita. Nella vita reale l’attrice, napoletana doc e nelle cui vene scorre sangue artistico, patrimonio di famiglia, ha già lasciato dietro di sé una scia di successi professionali e non. Orgogliosa di far parte del cast della soap, che le ha donato tantissimo affetto e popolarità, non dimentica le sue radici, ancora ben salde al suo primo, grande amore: il teatro.

 

 Luisa Amatucci: una vita tra cinema e teatro

 

Luisa Ama2Una splendida carriera, iniziata a soli cinque anni e proseguita fra teatro, cinema, televisione, con grandissimi maestri come Lina Wertmuller ed Eduardo De Filippo…

E’ vero, la primissima volta ero molto piccola e ho fatto la comparsa, insieme ai miei fratelli, in “Pasqualino Settebellezze”, di Lina Wertmuller, amica di famiglia, che mi ha insegnato tantissimo e che ho sempre adorato; poi mi ha voluta, dopo qualche anno, in “Amore e magia nella cucina di mamma”, sempre scritta e diretta da lei. A tredici anni ho incontrato un altro mostro sacro, Eduardo De Filippo, che mi ha diretta in “Bene mio, core mio”: lui aveva già un’età avanzata e mi colpì, oltre alla sua enorme bravura, la sua tenerezza.

 

La sua infanzia, praticamente, l’ha passata in teatro.

Proprio così! Infatti, ad un certo punto, sono entrata in crisi, perché, avendo cominciato così presto, non avevo vissuto la vita che avrebbe dovuto vivere una bambina ed ho provato una sorta di odio, di rigetto, che mi ha tenuta lontana dal teatro per un po’. Ho cominciato a pensare di più allo studio e alla famiglia, anche perché mia madre faceva la sarta e, lavorando in teatro ed essendo spesso in tournée, noi fratelli dovevamo badare a noi stessi.

 

Poi ha ripreso, e sono arrivati anche il cinema e la televisione …

Sì, con nuovo entusiasmo e maggiore maturità: nel 1989, dopo il diploma, ho recitato in “Miseria e Nobiltà”, con Carlo Giuffré; nel 1992 c’è stato il mio esordio nel cinema con una parte in “Io speriamo che me la cavo” e nel 1996 ho recitato in “Ninfa Plebea”, con Isa Danieli, Stefania Sandrelli, Raul Bova … dove ero sempre diretta dalla Wertmuller. Quella è stata un’esperienza bellissima: ero sempre sul set, assistevo e partecipavo ad ogni fase della lavorazione, ero incantata! Nel 1992 c’é stata anche la televisione: “Assunta Spina”, regia di Sandro Bolchi, dove ero insieme a Lina Sastri, Isa Danieli e tanti altri attori.

 

A proposito della grande Isa Danieli … pseudonimo della sua omonima zia, quali trucchi del mestiere ha imparato da lei?

Che dire? Lei mi ha insegnato tutto! Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale: mi ha fatto respirare ed amare il teatro fin da piccola.

 

Com’è arrivata a “Un posto al Sole”?

Era il 1996 e stavo recitando in “Ferdinando”, di Annibale Ruccello, quando, dopo aver superato i provini per “Un Posto al Sole”, decisi di lasciare e lanciarmi in quest’avventura, con grosso dispiacere di mia zia, con cui stavo lavorando. Ricordo che nella compagnia c’era anche Marzio Honorato.

 

Silvia, il personaggio che interpreta nella soap, rappresenta bene la voglia di indipendenza e di riscatto delle donne che, mai come in questo momento, stanno facendo sentire la loro voce, soprattutto quella di protesta contro i soprusi.

Ed è giustissimo. Dare voce alle donne è fondamentale in qualsiasi ambito lavorativo. Nessun segnale di violenza, di qualsiasi tipo, deve essere mai sottovalutato. Al mio personaggio riconosco la voglia di mettersi in gioco, di rischiare, la curiosità che a me manca: io sono molto pigra.

 

Mamma anche nella vita, ma immagino ci sia una bella differenza…

Sì, ho due figli, un maschio ed una femmina, di diciassette e tredici anni. Lorenzo è molto impulsivo, mentre Giuliana è più riflessiva … Ho trovato il mio equilibrio. Oggi, però, non è per niente facile fare la mamma, soprattutto di due adolescenti!

 

Perché Napoli è perfetta, per “Un Posto al Sole”?

Perché è una città comunicativa, ha un’anima forte!

 

Lei è un’attrice molto eclettica: basta una manciata di secondi, la durata del trailer del film “Caina”, del regista Stefano Amatucci, tratto liberamente dal libro di Davide Morganti, per far esplodere tutta la sua bravura nell’interpretare un ruolo così diverso, così forte… Il film affronta un tema così delicato ed attuale come l’immigrazione, con dei risvolti raccapriccianti e, ci auguriamo, inverosimili. Ci dica di quest’esperienza e di questo personaggio, che aveva già portato in teatro qualche anno fa.

“Caina” nasce, appunto, come testo teatrale, che abbiamo inaugurato a “Benevento Città Spettacolo”. Quando mio fratello Stefano mi propose questo ruolo, rimasi molto colpita, come da tutto il testo. Caina è una ex killer di camorra specializzata nell’uccidere gli extracomunitari perché ha un animo xenofobo, è razzista in un modo esasperato Ad un certo punto, viene assunta per recuperare cadaveri di immigrati e ripulire le spiagge. Tutto ciò, naturalmente nel film, che è visionario, avviene legalmente. E’ una sacerdotessa della morte, che con i morti ha la capacità di parlare e vive questo “dono” come una maledizione. Girando il film, ho scoperto il razzismo nella sua estremizzazione più crudele, ma, purtroppo, credo che la maggior parte delle persone abbia dentro di sé la paura del “diverso”, paura che si manifesta ogni giorno, attraverso piccoli gesti ed atteggiamenti di chiusura, a volte anche inconsapevoli. Il razzismo c’è ancora, eccome! Il film, in cui recita anche Isa Danieli, è stato l’ unico film italiano al Tallin Black Night Film Festival, in Estonia. Speriamo di poterlo vedere presto anche in Italia!

 

Un sogno ancora chiuso nel cassetto?

Nessuno! Sono veramente appagata e soddisfatta.

 

E qual è il suo “Posto al sole?”

Accanto ai miei figli!

Mariateresa Di Pastena È nata e vive a Napoli, dove è riuscita a realizzare i suoi sogni: insegnare e scrivere. È docente di italiano nella scuola media, giornalista e scrittrice. Il suo ultimo libro, dedicato all'adolescenza, e' usato in molti istituti scolastici. Ama anche comporre poesie, passione ereditata dalla mamma.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *