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Storie e maschere di Partenope nel libro di Giovanni Raso

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Napoli: città di poeti e di eroi, passata alla storia per la sua grandezza, per le prodezze del suo popolo e – naturalmente – per gli splendidi paesaggi, noti davvero in tutto il Mondo.

Una terra ricca di magia, quella all’ombra del Vesuvio, che nei secoli ha dato i natali e ospitato tante delle personalità più illustri d’Italia e che, oggi, è celebrata nel libro di Giovanni RasoRitratti partenopei. Storie, leggende e maschere della Sirena Partenope” (EDI 2017 – 126 pagine – € 10,00). Un romanzo appassionato e che appassiona, uno spaccato inedito e meraviglioso dei miti e delle tradizioni campane.

 

 

La forza di una città racchiusa in un libro prezioso

 

 

A presentarne l’uscita in libreria, non a caso, Peppe Barra che – attore di lungo corso, dalla mimica e dallo stile inconfondibile – durante un incontro organizzato nella Chiesa del Gesù Nuovo e moderato da Padre Vincenzo Sibilio, ha ricordato ai partecipanti una bella favola raccontatagli a Procida, durante la sua infanzia, dalla madre Concetta. La memoria dell’interprete si è fusa con quella delle tantissime persone intervenute, riportando alla luce tratti singolari di una terra zeppa di cultura e di passione.

Stessa passione che l’autore ha instillato tra le pagine del volume: foglio dopo foglio, si apprende di una città sconosciuta a molti, forse anche ai napoletani stessi; un territorio che, a questo punto, non è più solo Gomorra ma rappresenta l’emblema del passato di tutto il paese, delle sue contaminazioni, dell’incrocio delle razze e del clima che si respirava nel tempo che fu: “Il libro, che presenta una prefazione del Prof. Italo Sarcone, è una ‘carrellata’ di personaggi partenopei: Salvo D’Acquisto, Armando Diaz, Giuseppe Marotta, Totò, Eduardo, Enrico Caruso, Eduardo Scarpetta, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e tanti altri, e non: Gabriele D’Annunzio, Heinrich Schliemann, ecc.” – ha spiegato Raso – “ Ho posto l’accento su aneddoti, leggende e particolarità; non mancano, poi, capitoli dedicati ad alcune note canzoni partenopee: da Santa Lucia luntana a Voce ‘e notte, da Palomma ‘e notte a Tu scendi dalle Stelle o a J’ te voglio bbene assaje. Sono spiegati anche molti luoghi particolari di Napoli: il Vomero che era aperta campagna, via Santa Lucia che affacciava sul mare, il cimitero delle Fontanelle alla Sanità con il culto dei morti, il porto di Pozzuoli con l’approdo dell’Apostolo Paolo, solo per citarne alcuni”.

L’impressione, dopo averlo letto, è di trovarsi di fronte ad una terra molto lontana da quella raccontata dai media: Napoli è tutto e niente, è un Giano Bifronte e, come tale, guarda al passato e al futuro. Soprattutto, sa guardare dentro e fuori chi la sfiora.

Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: http://edi.na.it/monografie-fuori-collana/559-ritratti-partenopei-storie-leggende-e-maschere-della-sirena-partenope-9788894876178.html

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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