Home Cultura Robot “umani”: al Ravello Festival un direttore d’orchestra molto speciale
0

Robot “umani”: al Ravello Festival un direttore d’orchestra molto speciale

0
0


Immaginatevi una serata al chiaro di luna, davanti a voi solo l’immensità del mare. Chiudete gli occhi, ascoltate: una musica dolce si diffonde nell’aria. E’ Bach.

Ora provate ad aprire gli occhi e voltatevi. Siete a Ravello, nella meravigliosa villa Rufolo e state sentendo un ensemble. A dirigerlo, però, non c’è solo il direttore d’orchestra ma delle braccia meccaniche che, armoniose, si muovono in perfetto sincrono con la melodia.

 

Direttore d’orchestra meccanico: la nuova sfida della robotica

 

 

State, forse, sognando? No. E’ proprio realtà, quanto accaduto in Costiera nell’ambito del Ravello Festival: RoDyMan (acronimo di Robotic Dynamic Manipulation) è il cyborg messo a punto dalla classe di robotica della Federico II di Napoli coordinata dal professore Bruno Siciliano ed è stata lei, la macchina, a guidare l’esecuzione dei brani classici dei musicisti del conservatorio di Salerno, con l’ausilio del maestro Massimiliano Carlini.

Ma come si può insegnare ad un “ammasso di ferro” a interpretare la musica? “La verità è che cerchiamo di ottenere dei modelli fisici quanto più vicini alla realtà” – spiega Siciliano che, oltre ad insegnarla agli studenti, è anche un vero appassionato della materia -. “Per intelligenza artificiale, in senso generico, intendiamo tutti quei computer che tentano di replicare le funzioni e la logica della mente umana. È chiaro che con la potenza di calcolo delle macchine di oggi, possiamo arrivare a capacità elaborative enormi”.

Capacità elaborative che non riguardano solo il cervello ma riescono a toccare anche i sensi: “Anche se pensiamo sia la vista, invece il senso più importante è proprio il tatto, al punto che persone che hanno limitazioni visive sono in grado di condurre vite dignitose interagendo con l’ambiente toccando” – prosegue il professore. “Perciò, come comunità scientifica estesa, abbiamo una big challenge, una grande sfida da affrontare: capire qual è il legame tra l’intelligenza e l’azione fisica, che contraddistingue il robot rispetto a qualsiasi macchina automatica”.

Per mostrare al meglio ciò che intende, Siciliano ha progettato RoyDyMan a sua immagine: stessa altezza (1.95 mt) e mani prensili tanto sensibili da poter impugnare senza fatica una bacchetta. Un umanoide “in chip e ossa” destinato a far parlare di sé per molto tempo, considerato che perfino le traiettorie compiute dagli arti sono state programmate dal gruppo (grazie anche alla disponibilità del maestro Carlini che, qualche giorno prima, ha mosso le braccia fingendo di guidare l’orchestra per consentire agli studiosi di replicare i movimenti sul cyborg) e che, mai, prima di ora, il ritmo è stato tanto fluido e coordinato.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *