Home Cultura ‘7 minuti’: al cinema la dura lotta operaia femminile
0

‘7 minuti’: al cinema la dura lotta operaia femminile

0
0


Il regista Michele Placido sceglie undici volti di donne e racconta la loro storia di lavoratrici nella pellicola ‘7 minuti’, in uscita nelle sale cinematografiche da mercoledì. Le operaie diventano protagoniste di un cinema d’autore e il loro volto è quello di Ottavia Piccolo, che era al centro anche della versione teatrale, Ambra Angiolini, Violante Placido, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Clemence Poesy, Sabine Timoteo, Anne Consigny.

 

 

Cinema al femminile, “7 minuti” e una storia di 11 donne

 

 

In una fabbrica romana finita nelle mani di nuovi titolari francesi, undici donne lottano per i propri diritti. A loro i nuovi padroni chiedono di rinunciare ai 7 minuti di pausa pranzo per garantire il posto di lavoro.

La storia, già raccontata a teatro da Stefano Massini, ora arriva al cinema. Mostra dubbi, perplessità e coraggio delle donne che pur di continuare a lavorare rinunciano a tutto. Spaccato di una realtà che vede il mondo femminile vittima di ingiustizie occupazionali, ‘7 minuti’ rivela attraverso le sue valide interpreti la forza delle donne, capaci di non arrendersi mai davanti alle difficoltà della vita.

Le intense e credibili interpretazioni delle 11 protagoniste, conquistano il pubblico e mostrano una recitazione valida e ben assortita dei ruoli delle attrici coinvolte. Il film che riporta sul grande schermo l’antico tema della lotta operaia, risolleva una questione sociale.

Le sorti di trecento lavoratrici finiscono nella trama, nelle mani dei sindacati, come spesso accade. A rappresentarle sono undici colleghe operaie che si troveranno a discutere tra loro sulla questione licenziamento: converrà davvero rinunciare alla pausa pranzo o la proposta è solo un gioco di prestigio per poi far loro “scacco matto” e mandarle definitivamente a casa?

In un’azienda tessile finita nelle mani di una multinazionale straniera, personalità ed esigenze diverse, mostrano il variegato mondo rosa e la loro condizione, tutta da leggere nell’ottica della dignità.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *