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A scuola si impara a coltivare la terra e usare energia rinnovabile

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Immaginate una scuola dove non ci siano banchi e dove non si impari solo chini sui testi, ma soprattutto grazie al contatto con la natura. È la rivoluzionaria idea di “Nursery Fields Forever”, progetto di una scuola materna ‘green’ che ha trionfato all’ultima edizione della AWR International Ideas Competition (una call for ideas riservata agli architetti, ndr). L’obiettivo? È quello di dimostrare ai più piccoli che c’è molto di più dell’ambiente urbano in cui, ormai, sono abituati a vivere e tirare fuori quel “curioso naturalista” nascosto in loro. Per questo il team tutto italiano della Nursery Fields Forever ha pensato a “questa strana scuola: niente aule, ma spazi aperti dove le verdure crescono e gli animali possono stare liberi. Si tratta di una miscelazione delle due cose, la scuola e la natura”, spiega uno di loro.

Qui l’approccio all’insegnamento è olistico: si mettono insieme gioco, tecnica e sensibilità verso l’ambiente e si abituano i più piccoli a imparare dalla natura, dalla pratica e dagli aspetti più tecnici e ‘analogici’ di una vita al naturale. In altre parole, scordatevi bimbi che non sanno distinguere un’insalata dagli spinaci o che non conoscono il ciclo dell’acqua e della fioritura. Ai piccoli alunni della Nursery Fields Forever si insegnerà, infatti, a coltivare e raccogliere il cibo che mangeranno a cena, a prendersi cura degli animali e a gestire le fonti di energia rinnovabile.

 

Se la scuola è ‘green’ nell’architettura e fa bene anche alle abilità sociali

 

Per farlo? È necessario che anche l’architettura scolastica sia almeno in parte diversa da quella tradizionale: edifici che si affacciano su campi coltivati e recinti di animali, come in una vera e propria fattoria, un sistema di alimentazione a turbine eoliche e pannelli solari dovranno integrarsi, cioè, ai tradizionali spazi d’apprendimento e alle aree comuni e di socializzazione. La Nursery Fields Forever, infatti, non avvicinerebbe solo i bambini alla natura ma promuoverebbe, stando agli ideatori, anche la crescita delle abilità sociali e di soft skill come l’empatia e la capacità di mantenere relazioni di diverso tipo. Prendersi cura di una pianta o di un animale aiuterebbe, infatti, il bambino a imparare il rispetto, la necessità di scendere a patti e di considerare gli effetti del proprio comportamento sugli altri.  In più, vivere a contatto con la natura stimolerebbe la curiosità e l’autostima dei piccoli, oltre a contribuire a calmarli in condizioni di stress e migliorarne il sistema immunitario, con notevoli benefici dunque anche dal punto di vista fisico. Più che una scuola dove i bambini vengano cresciuti, insomma, l’idea tutta made in Italy (nel team Gabriele Capobianco, Edoardo Capuzzo Dolcetta, Jonathan Lazar e Davide Troiani, ndr) della Nursery Fields Forever sembra quella di un posto in cui i bambini “crescano e costruiscano sé stessi.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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