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“Abbatto i Muri”: da Facebook una nuova campagna per incoraggiare le donne ad amarsi

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Eretica Whitebread, ovvero colei che si nasconde dietro il blog “Al di là del Buco – verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessie della pagina Facebook “Abbatto i Muri”, ha lanciato una nuova campagna social che spinge le donne ad amarsi, ad amare il proprio corpo, “imperfezioni” comprese.

 

 

Un fronte di liberazione per non vergognarsi del proprio corpo

 

 

Si chiama “Body Liberation Front” ed è la nuova campagna lanciata da Eretica attraverso la pagina Facebook “Abbatto i Muri”. Un nuovo invito alle donne per imparare ad amarsi anche se il proprio corpo porta dietro con sé i segni di qualcosa che è stato o che fa parte naturalmente dell’essere donna. Mostrare con orgoglio cicatrici, smagliature o imperfezioni che sono sempre state lì e di cui magari ci si è sempre vergognate. Un modo per mostrare liberamente quello che gli altri non vogliono vedere e allontanarsi da quei canoni troppo perfezionistici di bellezza che la società e media ci impongono, imposizioni che si fanno sentire soprattutto per le donne è che sempre più spesso diventano ossessione sfociando in insoddisfazione e frustrazione.

Parte tutto da Facebook e da esempi di donne che non hanno paura di mostrare il proprio essere fisico e l’obiettivo della campagna e ancor di più della sua ideatrice di aiutare le donne ad amarsi, sentirsi belle e sicure di sé anche se il proprio corpo presenta quelle che i canoni di bellezza indicano come imperfezioni.

“Body Liberation Front” sta avendo grande successo; per partecipare basta inviare una foto e raccontare la propria storia, le proprie difficoltà. È un modo per condividere con gli estranei che a volte sanno ascoltare meglio di chi ci sta intorno e affrontare insieme gli stereotipi sociali.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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