Addio a Laura Biagiotti, regina del cashmere

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Un Tweet annuncia la scomparsa della stilista Laura Biagiotti. Sul profilo ufficiale della designer si legge un brano del Vangelo di San Giovanni, postato dalla figlia Lavinia: “Nella casa del padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a preparavi un posto”.

Laura, che avrebbe compiuto 74 anni ad agosto, era arrivata mercoledì scorso all’ospedale Sant’Andrea di Roma; un arresto cardiaco l’aveva colpita.

 

 

Biagiotti style, addio alla matita della moda italiana

 

 

Cinquantadue anni di carriera nel mercato globale della moda made in Italy. Laura Biagiotti aveva una sua opinione personale del fashion: “L’ossimoro della moda, come quello della natura, è estrarre l’eterno dall’effimero”.

Esteta come la collega Krizia con cui ha rappresentato l’estro creativo femminile nostrano, la Biagiotti è stata la prima griffe italiana a sfilare in Cina nel 1988, per poi approdare in passerella a Pechino, nel 1995 al Grande Teatro del Cremlino a Mosca, fino ad essere denominata dal New York Times ‘la Regina del cashmere’ (Queen of cashmere).

Degna figlia della madre Delia Soldaini Biagiotti, fondatrice di un atelier, negli anni ’60 Laura ha collaborato con Roberto Capucci e Rocco Barocco. Nel suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1992 a New York ha ricevuto il premio Donna dell’Anno; nel 1993, a Pechino, il trofeo Marco Polo; nel 1995 l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Scalfaro; il premio Marisa Bellisario e il premio speciale alla Carriera della Camera Nazionale della Moda. Nel 2002 le Poste italiane hanno emesso un francobollo dedicato alla stilista raffigurante un abito Biagiotti ispirato a profili della Roma Classica.

La Biagiotti è morta all’ospedale Sant’Andrea di Roma, dove diverse manovre rianimatorie che hanno favorito la ripresa dell’attività cardiaca l’hanno vista poi in gravissime condizioni, fino a quando non sono state avviate le procedure di accertamento della morte cerebrale.

La sofferenza della figlia Lavinia, entrata in azienda nel 1997 e divenuta vice presidente dal 2005, è supportato dal dolore del mondo della moda che piange la stilista emblema di Roma.

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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