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Adolescenti sempre più vittime di bullismo e cyberbullismo

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Secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Pediatria, ben il 33% degli adolescenti è vittima di bullismo, il 12% di cyberbullismo.

 

 

Presentato a Milano il Co.Na.Cy

 

 

In Italia sempre più adolescenti sono vittima di bullismo e cyberbullismo. A rivelarlo uno studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria (SIP, ndr) che ha somministrato un questionario ad un campione di 10mila studenti tra i 14 e i 18 anni di età: l’80% dei giovani ha risposto di aver “provato un disagio emotivo”, il 33% ha dichiarato di aver subito atti di bullismo mentre il 12% è stato preso di mire attraverso il web. Un fenomeno già messo in luce anche dai dati Censis riferiti allo scorso anno, in cui è emerso quanto siano soprattutto le ragazze rispetto ai maschi ad essere bersaglio di una qualche forma di bullismo e cyberbullismo.

I dati della ricerca SIP sono stati presentati lo scorso 27 novembre da Elena Bozzola nel corso della presentazione della rete nazionale Co.Na.Cy a Milano. Secondo la Bozzola sono circa 300mila gli adolescenti che soffrono di depressione e il suicidio oggi risulta essere la seconda causa di morte tra gli adolescenti.

Per combattere tutte le forme di bullismo è nato il Co.Na.Cy ovvero il centro di Coordinamento Nazionale per la prevenzione e il supporto ai casi di cyberbullismo voluto dal Miur. Un progetto sviluppato in 4 anni e realizzato grazie al protocollo di intesa sottoscritto nel 2015, tra il Ministero dell’Istruzione e la Casa Pediatrica dell’ASST Fatebenfratelli-Sacco di Milano con l’obiettivo di creare la prima “Rete nazionale di supporto in materia di cyberbullismo e per le patologie web-correlate“. Un centro rivolto non soltanto alle vittime ma agli autori stessi di cyberbullismo perché, in quanto minori, la società ha il compito di far riscattare. Per questo motivo nel progetto sono coinvolti anche altri Poli pediatrici come l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e l’Asp di Ragusa in modo da garantire referenti sull’intero territorio nazionale. Lo scopo del Miur per i prossimi anni, infatti, è quello di aprire un centro territoriale in ogni regione.

Ma come funzionerà il Conacy? I casi di cyberbullismo saranno segnalati al referente scolastico, che secondo quanto previsto dalla Legge Ferrara deve essere presente in tutti gli istituti, quindi le segnalazioni saranno poi trasmesse al centro che si occuperà poi di smistare i vari casi in uno dei tre centri per permettere la cura di tutte le parti coinvolte.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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