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Alganesh Fessaha, una vita per i profughi

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L’attivista Alganesh Fessaha svela tutte le criticità della questione immigrazione. Da 40 anni in Italia, lavora ogni giorno al fianco dei migranti, raccogliendo le loro dichiarazioni sulle difficoltà di vita e di transito per l’Europa. Le sue parole sono rivelatrici, tanto che  Alganesh confessa che occorre oggi concentrare l’attenzione non solo sulla Libia, ma anche sull’Egitto, da cui proviene una massiccia ondata di migranti.

 

 

La verità sui migranti, parla un’attivista eritrea

 

 

Alessandria nuovo porto di imbarco per l’Europa. E’ questa la recente rotta pericolosa su cui accendere i riflettori. A ribadirlo è Alganesh Fessaha, che descrive all’Ansa: “Lungo questo tratto sono già affondati quattro barconi con centinaia di persone a bordo dal 2015, e un quinto con altre 350 è disperso”.

L’attivista ha anche fondato nel tempo l’Ong Ghandi a sostegno di donne e bambini disagiati in Africa ed Europa. Da presidente dell’Ong, si è spinta in un’ultima missione in Egitto, ottenendo così la liberazione di 100 persone incarcerate come migranti irregolari.

Il corridoio umanitario in cui ha condotto gli scarcerati è stato quello dell’Etiopia, dove nonostante la povertà sono accolti 800 mila profughi, tra somali, sudanesi ed eritrei. Sul posto l’attivista lavora ogni giorno in collaborazione con la comunità di S.Egidio e la Chiesa valdese.

I campi in cui l’Ong Ghandi opera sono quelli di Shimeiba e Mai Aini, dove le persone iniziano a vivere prima in una tenda e poi hanno la possibilità di costruirsi una casa. Naturalmente nei campi manca il lavoro e molti giovani per questo, sono costretti a ripartire ancora una volta.

In Etiopia la Fessaha sta cercando di costruire una scuola tecnica attraverso una cooperativa che dia lavoro ai profughi. Somali, sudanesi ed eritrei arrivano in autobus al confine tra il Sudan e l’Egitto, prendono il treno ad Aswan per il Cairo e qui aspettano i trafficanti che li dirottano in gruppi da 10-20 persone verso Alessandria d’Egitto. Successivamente salgono su barconi più ampi per procedere alla volta dell’Italia. La traversata costa a ciascuno di loro 1000-1500 dollari.

L’attivista eritrea è una donna coraggio: ha salvato circa 750 persone dalle torture e violenze dei trafficanti, che ricattano le famiglie di ciascun disperato, coinvolgendole loro malgrado, in un traffico di organi. Alganesh Fessaha per il suo operato è stata più volte premiata con attestati di merito e a riguardo ribadisce: “Vanno conferiti a tutti i profughi del Mediterraneo”.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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