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Alla scoperta dell’ Accademia della Crusca: intervista alla Presidente Nicoletta Maraschio

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L’Accademia della Crusca è un ente prestigioso che spesso pare inavvicinabile a chi è estraneo al settore. Eppure interviene spesso – per esempio nelle scuole – e il recente libro La Crusca risponde. Dalla carta al web 1995-2005 è la testimonianza che l’Accademia non si pone solo a pochi: sono addirittura 6000 le domande giunte agli accademici fiorentini dopo la prima edizione del volume, dieci anni fa.

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Oggi, in esclusiva, la Presidente onoraria della celebre istituzione Nicoletta Maraschio si racconta, per soddisfare dubbi e curiosità sulla nostra lingua:

 

Partiamo dal tema “donna e lingua”: quanto ritiene importante modificare  la lingua per ottenere la parità tra i sessi e il rispetto delle donne?

La questione del rispetto del genere femminile anche per i nomi di professioni “alte” (deputata, la presidente, segretaria generale, chirurga, architetta, ecc…) è stata più volte affrontata dall’Accademia della Crusca. Non si tratta di forzare la lingua, ma di estendere le sue regole della differenza di genere a campi nuovi. Diciamo normalmente infermiera, operaia, fioraia, perché non farlo anche nei casi che ho citato sopra?  La lingua deve seguire la storia, in particolare rispecchiando il nuovo ruolo della donna nel mondo di oggi, o addirittura aiutando a prenderne consapevolezza.

Qual è il rapporto tra giovani e lingua italiana?

Credo sia fondamentale, prima di tutto, far capire ai bambini e ai ragazzi quanto sia importante parlare e scrivere bene: non si tratta solo di saper comunicare con precisione il proprio pensiero, ma di saper usare gli argomenti più efficaci per convincere gli altri, per condividere con loro i momenti della nostra vita. Se i ragazzi capiscono che la lingua li rappresenta e si rendono conto della sua importanza nella loro vita, anche nel rapporto con gli altri, decideranno di studiarla di più e diventare “bravi” in italiano.

Un pensiero sul ruolo dei social nell’evoluzione della lingua:

Certamente Internet e la comunicazione veloce via web possono costringere  a essere incisivi e accattivanti per avere un successo comunicativo immediato, ma forse questo non basta! E’ importante sapere usare al meglio la “loro” lingua, ma è ugualmente importante saper essere acuti, incisivi ed efficaci anche in altre situazioni comunicative, scrivendo e parlando. Quindi dico: bene Internet, ma non solo!

Infine, una curiosità per le nostre lettrici: cosa sognava di fare da piccola? Cosa consiglia a chi studia o lavora con la lingua italiana e nutre aspirazioni in quest’ambito?

Volevo fare la chirurga, seguendo le orme di mio padre, ma poi le cose sono andate diversamente. Credo che la ricerca in campo linguistico sia uno studio di tipo scientifico, per questo mi piace tanto. C’è il gusto della scoperta, quello di seguire nuovi itinerari e ambiti di studio. Ho lavorato molto, sia da sola in biblioteca che insieme a colleghi  in progetti  diversi: lo stimolo che mi è venuto dai miei allievi e da colleghi giovani è stato determinante. Credo che la lingua sia un bene culturale prezioso da conoscere meglio nelle sue stratificazioni e nel suo radicamento sociale. Bisogna crederci!

Emanuela Zanardini Studia lettere in università e lavora con i bambini. Ama leggere e viaggiare per il mondo, anche se considera come "casa" sua l'Inghilterra, dove sogna di potersi trasferire in futuro.

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