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Allattamento: le posizioni giuste per mamma e bambino

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L’allattamento è un momento di incontro tra madre e bambino. Il classico rituale della poppata, che richiede dai 7 ai 40 minuti, esige spesso una posizione comoda per mamma e piccolo. Quale metodologia scegliere per allattare meglio e con più facilità?

 

Posizioni per l’allattamento: scegli la più adatta al tuo stile di vita

 

La poppata, per essere soddisfacente, presuppone che madre e figlio siano rilassati. Spesso infatti, non si inizia a dare da mangiare al piccolo fino a quando non si è entrambi comodi. Il lattante, è bene saperlo, compie circa 60-90 atti di suzione al minuto. Di solito l’allattamento al seno è “su richiesta”, perchè il bambino viene nutrito tutte le volte che piange e mostra di avere fame. Questo di solito accade a intervalli di 2-3 ore durante il giorno.

I classici problemi da allattamento si incontrano di solito entro le 6 settimane dal parto, dopodichè l’impegno della poppata diventa per la genitrice ed il neonato, un atto di routine, piuttosto semplice. Per agevolare il nutrimento del piccolo, è opportuno dunque scegliere la posizione giusta. Tre sono le varianti suggerite per allattare con facilità: la posizione distesa risulta molto utile nei primi giorni dopo il parto, soprattutto in caso di cesareo o quando si è stanche, di notte. Da adottare a letto o sul divano, presuppone che ci si metta distese su un fianco, tenendo il bambino accanto, con la testa all’altezza del seno.

La più adoperata è invece la posizione seduta: è preferibile, in questo caso, accomodarsi su una sedia bassa o alla testata del letto, col braccio ripiegato ad angolo rispetto al seno e la testa del piccolo appoggiata alla piega del gomito. Per sostenere il gomito, ci si può aiutare oggi con validi supporti quali il cuscini per allattamento. Il viso del neonato sarà di fronte al seno e il naso di fronte al capezzolo, col corpo attaccato pancia contro pancia alla mamma.

La posizione rugby è indicata in caso di parto gemellare. Essa favorisce lo svuotamento completo della mammella, ma esige che il piccolo o i due bambini vengano adagiati su un supporto, con il braccio corrispondente al seno. Il corpo del lattante in questo caso, va sostenuto con l’avambraccio, mentre la sua testa va retta con la mano.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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