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Alle elezioni #NonSoloMaschi. L’appello delle donne per la sinistra

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Da nord a sud del Paese parte un appello alla politica italiana di sinistra per “affidare ruolo e leadership alle donne”. L’iniziativa ha già raccolto centinaia di firme.

 

 

Dare ruoli concreti e non di facciata alle donne

 

 

Alle prossime elezioni la sinistra non sprechi l’opportunità di agire una svolta storica affidando finalmente ruolo e leadership alle donne”. È il motto dell’iniziativa #NonSoloMaschi e a dare il via all’appello sono proprio le donne. Prime firmatarie sono state, infatti, Laura Onofri (del movimento Se non ora quando? di Torino) insieme ad Antonella Monastra (ginecologa e attivista per i diritti delle donne Palermo); con loro anche Daniela Del Boca (economista) Luisa Rizzitelli (dell’Associazione Nazionale Atlete – assist e rebel network), Serafina Strano (ginecologa della guardia medica di Trecastagni in provincia di Catani), Loredana Rotondo (capo struttura Rai e coautrice del docufilm degli anni’70 “Processo per stupro”), Rita Barbera (direttrice del carcere Ucciardone a Palermo) e tutto il gruppo Se non ora Quando? dell’Alto Adige Sudtirol.

La foto, poi divenuta virale, scattata all’assemblea della nuova coalizioneLiberi e Uguali” (che ha eletto il Presidente del Senato Pietro Grasso come leader di partito, ndr), ma anche il nome scelto per questo nuovo personaggio politico, con declinazione al maschile, sono gli elementi che hanno determinato l’inizio della protesta. Un nuovo scenario che non ha fatto altro che (ri)presentare la realtà del nostro paese dove “alle donne, alle ragazze, vengono spesso assegnati ruoli di facciata che sanano solo apparentemente il riequilibrio tra i generi”. Un fenomeno che riguarda tutta la politica italiana, non solo quella di sinistra, e che vede in Giorgia Meloni l’unica eccezione.

Il messaggio lanciato da #NonSoloMaschi è chiaro: dare effettiva rappresentanza, con ruoli concreti e leadership, alle donne. “Possiamo continuare a dire che le donne non ci sono? No, le donne ci sono eccome, ma si vuole negare loro il diritto di esserci, di essere rappresentate – commentano ancora le promotrici dell’iniziativa -. Serve discontinuità e che bella discontinuità sarebbe una Presidente del Consiglio donna! Sarebbe un atto politico forte. Un messaggio per tante giovani, spesso inconsapevolmente emarginate dai loro compagni o colleghi, in politica e nel lavoro, per il semplice fatto di essere donne; un messaggio di discontinuità necessario e non più rinviabile”.

 

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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