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Anna Premoli si racconta: “Che sorpresa il mio successo!”

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Il suo nome è uscito fuori quasi all’improvviso grazie al passaparola dei lettori, ma proprio grazie a loro ora si gode il successo che merita. Anna Premoli, scrittrice nata nel 1980 in Croazia, è l’autrice Premio Bancarella dei grandi successi Ti prego lasciati odiare (presto anche su pellicola), Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te e – ultimo uscito – L’amore non è mai una cosa semplice (tutti ed . Newton Compton).

Oggi vive a Milano e alterna il lavoro nel mondo dell’economia (materia in cui è si è laureata alla Bocconi) con la scrittura, passione arrivata per caso come “metodo antistress” durante la prima gravidanza, come affermato dalla stessa autrice nell’intervista esclusiva a Ladyo.it. Tanti i temi toccati, con qualche anticipazione per il suo futuro editoriale…

 

Lei si è avvicinata al mondo dell’editoria durante la sua gravidanza: si aspettava un simile successo, per una cosa nata quasi per caso?

 

A: Giuro, quando mio marito mi ha autopubblicato, l’idea che da un gioco potesse nascere qualcosa di più serio non ci ha mai sfiorato. Le mie aspettative era più o meno pari allo zero assoluto. All’epoca ero ancora sotto shock per essere riuscita nell’impresa di scrivere un libro intero, figurarsi se mi immaginavo di poter interessare a una grande casa editrice!

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Le trame dei suoi libri ruotano sempre attorno all’odio che si trasforma in amore, tra uomo e donna: quali sono le ragioni di questa “passione” per questo “timbro narrativo”? Ci sono spunti biografici dietro queste storie? Pensa che questa strategia comunicativa sia quella vincente?

 

Nei miei libri non c’è quasi mai niente di autobiografico, anche se io e mio marito ci siamo conosciuti sui banchi di scuola e abbiamo passato otto anni piuttosto turbolenti, fatti di continui dispetti e molte liti, prima di metterci insieme. Tuttavia, non sono una patita dei rapporti tormentati per tutta la vita: litigare per conoscersi e mettersi alla prova è una cosa, continuare a litigare quando si sta insieme da tempo tutt’altra. Non esiste in assoluto un modo giusto o sbagliato di innamorarsi!

 

Il mondo dell’economia ricorre spesso nelle sue trame: quanto ha influenzato la sua carriera lavorativa nella scrittura, e cosa dicono i suoi colleghi?

 

Cerco, nel possibile, di parlare di temi che conosco, perché amo l’economia e tento di trasmettere la passione verso la materia, ma senza entrare in dettagli eccessivamente tecnici che potrebbero annoiare chi, giustamente, preferisce altro. I miei colleghi sono quasi tutti uomini e sebbene siano a conoscenza della mia attività secondaria, per loro il fatto che io scriva rosa è abbastanza ininfluente. Diciamo poi che tengo fortemente separate le mie due attività in modo da non creare fraintendimenti.

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Tra i libri che ha scritto fin’ora, ce n’è uno a cui è particolarmente legata e come ciò ha influenzato la sua vita?

 

Per la serie il primo amore non si scorda mai, “Come inciampare nel principe azzurro” rimarrà per sempre nel mio cuore in modo diverso dagli altri perché è stato il primissimo romanzo che ho scritto. E’ stata la storia che mi ha fatto venire voglia di mettermi al computer e narrare, e ha fatto sì che nascessero poi anche tutte le altre.

 

Che tipo di lettrice era/è e quali generi predilige?

 

Sono sempre stata un grandissima lettrice grazie alla mia famiglia che mi ha riempito di libri prima ancora che imparassi a leggere. Mi piace alternare, comunque, e non fossilizzarmi su un solo genere: classici, gialli (sono infatti una patita di Agatha Christie) i rosa e… leggo moltissimo in inglese!

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Ha una tecnica/rituale particolare quando scrive?

 

Scrivo per lo più la sera e solo quando sento di essere veramente ispirata. Non mi forzo mai. A quel punto è facile: il libro viene da sé.  Non mi faccio scalette preventive; so solo come voglio iniziare. Da lì in poi sono i personaggi che mi portano verso quella che è una naturale conclusione. Nel giro di un mesetto o poco più arrivo a scrivere i tre quarti del libro e poi mi fermo quasi sempre in attesa, dopo giorni o mesi, di scrivere il finale. Non ho una vera regola, se non che devo divertirmi. La vivacità dei dialoghi sta nel ritmo: quando sento di aver trovato quello giusto, sfrutto il momento.

 

“Ti prego lasciati odiare” è uscito prima in e-book e poi, sull’onda del successo, in versione cartacea: quale tra le due versioni predilige, la prima come pare più ovvio o resta una fedelissima della carta?

 

Leggo ebook da tantissimi anni, è stato amore a prima vista e mi evitano un peso non indifferente in borsa: il libro cartaceo è bellissimo, ma in certi casi l’ebook è davvero molto pratico.

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Quali sono i suoi progetti futuri?

 

Ho finito di scrivere la storia di Kayla, l’amica del cuore di Amalia, protagonista di Finché amore non ci separi, che vedrà la luce editoriale a luglio. Ho adorato Kayla in quel primo libro e non sono riuscita a staccarmene prima di averle dato la possibilità di mettersi alla prova a sua volta. Mi sono divertita da pazzi, è stata una protagonista femminile davvero molto accattivante.

In tutta sincerità non sono solita girare per l’Italia per presentare i miei libri. Sarò però presente al salone del libro di Torino, perché amo particolarmente la manifestazione e il suo pubblico, anche se non so ancora quale giorno.

 

Un messaggio per le lettrici (ma anche i lettori) di ladyo.it:

 

Leggete, leggete tutto quello che vi rende felici! Ricordatevi sempre che non c’è un genere giusto o sbagliato, uno glorioso o inglorioso. L’importante è far viaggiare l’immaginazione!

Emanuela Zanardini Studia lettere in università e lavora con i bambini. Ama leggere e viaggiare per il mondo, anche se considera come "casa" sua l'Inghilterra, dove sogna di potersi trasferire in futuro.

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