0

Annunziata, ultimo atto: sospesi i ricoveri, confermato lo ‘stop’

0
0


Non c’è stato nulla da fare: l’Annunziata chiuderà. Non sono servite le settimane di protesta – l’ultima, ieri mattina davanti palazzo Santa Lucia – i sit-in ed i tentativi di trovare un accordo, il piano sanitario ha bloccato i ricoveri in Terapia Intensiva Neonatale. Perciò, da oggi non saranno accettati più i ricoveri, in funzione della chiusura del reparto di pediatria entro il 1 luglio. I neonati saranno “traghettati” altrove, al Santobono e nelle altre strutture campane disposte ad ospitarle.

 

Promesse non mantenute e rinvii: il fallimento dell’amministrazione

 

La disposizione, che ha lasciato gli attivisti a bocca aperta, è arrivata nel bel mezzo di un incontro in Commissione Trasparenza alla Regione: mentre al Centro Direzionale le istituzioni facevano sapere che occorresse mantenere la calma e che c’era tutto il tempo per cambiare il provvedimento, nelle sale dell’ospedale arrivava la circolare definitiva. Si chiude.

E pensare che l’ultima iniziativa popolare, quella di Santa Lucia, era stata organizzata dai comitati cittadini con l’appoggio di alcuni sindacati sanitari. Centri sociali e movimenti di cittadinanza attiva avevano indetto una conferenza stampa in strada per chiedere la riscrittura del piano ospedaliero e organizzativo delle Asl. “L’Annunziata esiste da 800 anni e, nel corso del tempo, ho potuto assistere in prima persona alla scempio che se ne è fatto” – ha detto Maria Rosaria Lanza, Presidente dell’Associazione Genitori Bambini Prematuri “Il Bruco”, che da dieci anni è di supporto alla Tin ospedaliera –“Dal 2011 c’è stato un disegno ben lucido e sistematico di smembramento, per inseguire gli interessi privati di singole strutture, a cominciare dalla Seconda Università”. “Assistiamo impotenti alla morte anche di ragazzi e bambini” – le ha fatto eco una delle manifestanti, che presta servizio al Pascale –“Le persone non si curano più, o meglio si cura solo chi ha i soldi per farlo”.

 

Privatizzazione che, comunque, era già stata avviata – nei fatti – attraverso lungaggini burocratiche che rallentavano i tempi di visita, su cui poi medici “compiacenti” speculavano: “Privare un centro storico come quello di Napoli di struttura sanitaria, vuol dire tagliare le gambe a tre, quattro generazioni di ragazzi” – ha concluso Don Gigi, collaboratore parrocchiale a Caravita – “Dico anche ai miei confratelli: usciamo dalla mentalità pietistica, scendiamo in piazza e prendiamo atto delle cose”.

 

 

 

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *