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Antinori: “Io, come Tortora”. La vittima sapeva tutto?

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“Sono come Tortora, sono accuse ingiuste e folli, mi stanno ammazzando”. Queste la parole di Severino Antinori che, all’indomani dell’arresto per rapina aggravata e lesioni personali aggravate ai danni di una paziente, racconta all’Agi il suo stato d’animo. Il professore, impegnato da sempre nell’ambito della fecondazione assistita, è stato colto da malore mentre si trovava ai domiciliari ed è stato trasportato in ospedale.

 

La difesa: donna che lo accusa sapeva quello che stava facendo

 

Intanto, il suo legale Tommaso Pietrocarlo – che lo difende insieme a Vinicio Nardo – spiega che la donna avrebbe firmato “un modulo di adesione al programma di ovulodonazione  e anche un consenso informato”. Secondo la difesa di Antinori, la giovane spagnola dalla cui denuncia è partita l’indagine che ha portato anche al sequestro della struttura del medico, la clinica Matris di Milano, avrebbe pure ricevuto il supporto “di uno psicologo che ne attestò la consapevolezza della scelta e la mancanza di problematiche”.

La vittima, 24 anni, aveva denunciato il medico per sottrazione di ovuli. Ma, continua Pietrocarlo, parlando all’Ansa, la donna avrebbe riconosciuto la sottoscrizione di due moduli molto dettagliati dell’11 e del 14 marzo e non quello del 5 aprile (giorno previsto per l’intervento di rimozione di una cisti ovarica, durante il quale le sarebbero, appunto, stati prelevati forzosamente gli ovuli, ndr.); inoltre, l’8 aprile scorso, dunque tre giorni dopo, la stessa aveva inviato una lettera per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato da infermiera e il risarcimento per il danno subito, riservandosi contrariamente iniziative legali.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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