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Armi trasformate in gioielli: “così diventano simbolo di pace e solidarietà”

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armi trasformate in gioielli

armi trasformate in gioielli

Trasformare uno strumento di morte in un simbolo di vita. Sembra questa la mission di AKT, la casa di gioielli francese che trasforma fucili, mitragliatrici, proiettili e altri strumenti di guerra in oggetti preziosi e solidali. Parte del ricavato della vendita dei gioielli, infatti, è devoluta a onlus che da anni operano in paesi dilaniati da conflitti di lungo corso, sostenendo concretamente il lavoro di pace di medici, infermieri, volontari.

Firmata dalla designer Delphin Nardine, la prima collezione (dal titolo 2:4, ndr) è fatta di bracciali, anelli, collane, tutti rigorosamente unisex e handmade, ricavati dalle armi raccolte in Tagikistan. Sono frutto di un lavoro e di un sogno di pace che, come un filo rosso, unisce chi bonifica le zone di guerra a chi lavora sul gioiello, chi acquista i monili AKT e chi ha deciso di diventarne testimonial (in Italia Elisa Pravaso e Alena Seredova, ndr) ai chirurgi che operano negli ospedali da campo finanziati dalle donazioni del brand.

 

Dai terreni minati agli ospedali da campo: la lunga rinascita delle ‘armi-gioiello’

 

Distruggere uno strumento di morte e creare bellezza dai suoi frammenti – queste le parole dei creativi- del resto è un processo lungo e complesso che ha, letteralmente, a che vedere con la rinascita. Una fondazione svizzera che si occupa di bonificare le zone di guerra, infatti, raccoglie il materiale pericoloso e lo invia alla sede di AKT a Ginevra. Qui il metallo viene scelto con cura dagli ingegneri e lavorato a mano dai maestri gioiellieri della Scuola Nazionale di Arti e Mestieri dell’abbazia di Cluny per dar vita ai gioielli progettati e disegnati a Parigi. La cura e la dedizione di ciascuna delle maestranze coinvolte fanno sì che il risultato finale sia “un simbolo del mondo prima della guerra e la promessa di riportare Vita in quelle zone devastate dalla guerra. Trasformare le armi in operazioni ‘salvavita’ fa di ogni bracciale, anello, collana un passo avanti verso un domani di pace” –spiegano dal gruppo.

Per questo, tra le ultime partnership di AKT c’è quella con le equipe mediche di Emergency che, da oltre 15 anni in Afghanistan, lavorano con le vittime dei conflitti e delle mine antiuomo. In questo modo, “ogni volta che uno dei gioielli della collezione viene acquistato, una persona ferita da un’arma può essere salvato da gruppi di medici di Gino Strada” –concludono da AKT.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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