Arte e moda: collezioni d’autore per omaggiare pittori e architetti

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O si è un’opera d’arte o la si indossa. Così sosteneva più di cento anni fa lo scrittore e dandy Oscar Wilde, che in fatto di moda e tendenze non era di certo secondo a nessuno. Il connubio tra moda e arte negli anni si è solidificato sempre di più e sono in molti ormai a riconoscere che la moda è essa stessa una particolare forma d’arte. Stavolta però questo legame a doppio filo si salda ancora di più facendo in modo che l’una sia ispirazione per l’altra.

Arte e moda: connubio d’autore

Il brand belga Komono ha voluto omaggiare il pittore surrealista René Magritte creando una capsule collection composta di sei modelli unici, ciascuno con cinturino diverso e firma dell’artista. Gli orologi sono acquistabili online sul sito ufficiale del marchio.

Al pittore olandese Piet Mondrian sono invece ispirate le sneaker del marchio italiano MOA – Master of Arts – famoso per i suoi prodotti con grafiche e stampe ispirate al mondo dell’arte e ai suoi protagonisti. Stavolta prende spunto dall’astrattismo di Mondrian, che geometrizzava la realtà rendendola minimal e allo stesso tempo colorata ed elegante tramite linee orizzontali o verticali o rettangoli colorati che si propagano su sfondo bianco. La collezione prevede modelli declinati sia come stringati che come slip on pensati per un look uomo/donna urban chic, estroso ma allo stesso tempo comodo.  Le scarpe sono acquistabili online, ma è possibile anche trovare i rivenditori più vicini alla vostra zona tramite il sito ufficiale.

Il brand di occhiali Catuma si è ispirato invece alla designer e architetto irlandese Eileen Gray, producendo una capsule collection che comprende sia montature da vista che occhiali da sole. I modelli si caratterizzano per il frontale in acciaio, ma anche per avere linee armoniose, forme strutturate e giochi tra vuoti e pieni. Tra tutti, quello più “prezioso” è il modello E-1027 prodotto in soli 100 esemplari. L’occhiale, caratterizzato da una linea tondeggiante femminile con inserti in sughero, acciaio e foglia d’oro, prende il nome dal primo progetto della Gray, la villa che realizzò assieme al compagno d’allora, l’architetto Jean Badovici. Il nome, che a prima vista può sembrare freddo e asettico nasconde in realtà una dichiarazione d’amore: la E è l’iniziale della Gray, il 10 sta per la J di Jean (decima lettera dell’alfabeto) mentre i due numeri finali corrispondono alle iniziali dei loro cognomi.

Martina Mattone Ha più di vent’anni, ma meno di trenta. Laureata in Lettere e specializzanda in filologia moderna è appassionata di moda e bellezza. Intollerante al lattosio e al genere umano (anche se a volte cade in tentazione e coglie il lato romantico delle cose). Crede fermamente nella vita e nel fatto che, come successo a Cenerentola, un paio di scarpe possano cambiartela.

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