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Assorbenti: dall’antico Egitto ai giorni nostri, la storia dell’ igiene rosa

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Dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri, il problema del ciclo mestruale ha sempre portato le donne ad adoperarsi per la propria igiene personale durante quei giorni. Cosa adoperava però il gentil sesso prima dell’invenzione dell’assorbente?

 

Storia dell’assorbente: l’evoluzione nel tempo

 

L’argomento mestruazioni oggi non è più un tabù, ma vi siete mai chieste come si regolassero le signore del passato in termini di protezione mestruale? Nell’ antico Egitto ad esempio, il gentil sesso utilizzava un papiro ammorbidito per creare assorbenti interni. Nella Grecia antica, invece gli assorbenti interni venivano realizzati in casa con garza avvolta attorno a piccoli pezzetti di legno. Furono i Romani a trovare l’alternativa di una protezione esterna per il flusso mestruale, scegliendo per la loro creazione, la morbida lana. In altre parti del mondo carta, muschio, lana, pelli animali ed erba, erano adoperati per arginare i flussi dei giorni di ciclo, nella versione di tamponi rudimentali fatti con spugne, foglie e fibre vegetali prima, poi sostituiti da stracci e, per le donne più ricche, da avanzi di tessuto. Il tutto era fermato e legato a cinture tenute intorno alla vita sotto le gonne. Non esistendo infatti gli slip, intorno a queste bende, si creavano occhielli per far passare la legatura.

L’assorbente, nella versione monouso, nasce a fine Ottocento, in Germania e poi negli Stati Uniti. Inizialmente consistevano in asciugamani firmati Lister, dal nome di Joseph Lister, un pioniere nella chirurgia sterile. Nonostante ciò, le donne americane continuavano ad usare assorbenti fatti in casa, spesso con lo stesso materiale di cotone, destinato ai pannolini dei bambini. Fissavano con degli spilli questi panni, o stracci, alla biancheria intima o alle cinture di mussola fatti in casa. In commercio c’erano anche grembiuli sanitari e calzoncini, ideati per proteggere i vestiti dalle macchie e distribuiti per posta.

Le infermiere americane durante la Grande Guerra sperimentarono l’uso delle bende di cellulosa e cotone, antenate dell’assorbente usa e getta, cui si affiancò negli anni Trenta, l’introduzione dei tamponi interni, inventati da un medico americano per la moglie ballerina. Nel 1920 Kotex, realizzò modelli di assorbente in cellulosa e non in cotone, perchè risultava ben cinque volte più assorbente.

In Europa l’assorbente arrivò nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e in Italia approdò ancora dopo. I primi erano senza adesivo e da fermare con spille, con cotone avvolto in una reticella, molto ingombranti. Lenoa Chalmers, una donna, brevettò e produsse invece, la prima coppetta mestruale riutilizzabile. La signora Chalmers suggerì nel suo brevetto, di produrla in gomma vulcanizzata. Era il lontano 1937 e già si faceva la storia dell’igiene al femminile.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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