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Aumenta il numero delle donne nigeriane vittime di tratta

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Il traffico delle donne nigeriane proveniente dalla Libia verso l’Italia sta raggiungendo livelli preoccupanti; delle 3.600 donne nigeriane arrivate nel nostro paese dall’inizio del 2016 ben l’80% diventerebbe vittima di tratta. A lanciare l’allarme l’ONU e l’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni; secondo quanto riportato dalle due organizzazioni i trafficanti costringono le donne a prostituirsi già durante il viaggio e poi utilizzano i centri di accoglienza per i migranti come “recinti” per le donne che poi verranno costrette alla prostituzione in tutta Europa.Quello che abbiamo visto quest’anno è una crisi, ed è assolutamente senza precedenti. È il più significativo aumento del numero di donne nigeriane che arrivano in Italia da 10 anni – ha dichiarato Simona Moscarelli dell’Oim durante un’intervista al The Guardian -. I nostri indicatori, ci fanno affermare che la maggior parte di queste donne vengono deliberatamente portate a diventare delle prostitute. Sono soprattutto ragazze giovani e nigeriane».

I centri di accoglienza non sono posti sicuri per le donne

 

 

L’attuale politica che prevede la presenza delle donne nigeriane negli stessi centri di accoglienza che ospitano altri migranti, gioca a favore dei trafficanti. «C’è poca comprensione delle dinamiche e la natura di questa forma di traffico – ha continuato la Moscarelli al Guardian -. I centri di accoglienza non sono posti sicuri per le donne vittime di tratta. Queste donne troppo spesso vengono abusate e sfruttate già durante il loro viaggio verso l’Italia. Qualcuna è costretta a prostituirsi già in Libia». E le donne che arrivano vive, che riescono a sopravvivere al viaggio, sono sempre più spesso minorenni non accompagnate. E nella tratta delle nigeriane, vere e proprie schiave, c’è anche la mano della mafia.

Salvatore Vella, procuratore aggiunto ad Agrigento che ha guidato la prima significativa indagine di anelli di tratta nigeriane in Italia nel 2014, ha spiegato come i centri di accoglienza sono sempre più utilizzati come punti di raccolta da parte di coloro che intendono sfruttare le donne nigeriane:
I mafiosi appena le donne arrivano al campo scelgono le donne che vogliono quasi come se si trovassero in un negozio di alimentari. I centri di accoglienza diventano quasi dei magazzini dove le ragazze sono per un lasso di tempo stoccate. Dopo che le donne hanno ottenuto il permesso di soggiorno e lo status di rifugiate a loro basta andare a prenderle”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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