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‘Avremo sempre Parigi’, il nuovo libro di Serena Dandini dedicato alle donne

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Da conduttrice televisiva a scrittrice di successo. Serena Dandini si cimenta con un nuovo lavoro di scrittura su Parigi nel quale la città francese viene identificata con la figura di una donna. Il libro, edito Rizzoli, si intitola ‘Avremo sempre Parigi’. Una storia di viaggio raccontata presentando ritratti di donne che hanno reso nota la ‘Ville Lumière’, definendo con la penna, scorci dei borghi francesi. Il volume racchiude una metafora tutta rosa: “A Parigi può succedere di tutto. Parigi è donna, resiste ai colpi e ti fa lanciare il cuore oltre la paura”.

 

 

Serena Dandini scrittrice di successo nel nome delle donne

 

 

Ci ha abituati a vederla seduta sul suo divano in casa Rai 3, pronta ad intervistare personaggi della politica e della cultura, facendo satira sul mondo. Chiusa l’esperienza televisiva che l’ha vista esclusa dai palinsesti attuali di ‘Mamma Rai’, Serena Dandini si è reinventata scrittrice e segue da anni un progetto mondiale a sostegno della lotta alla violenza sulle donne.

Ospite di recente al Festival del giornalismo di Perugia, la Dandini ha dichiarato: “Sentirsi un po’ parigina per me è stato un punto d’arrivo. Nel libro rivendico il diritto delle donne a passeggiare per Parigi e racconto le loro storie”.

Così tra i tanti ritratti, nero su bianco, si rievoca la vita di Rosa Bonheur, pittrice animalier dedita ai tanti amori e all’arte di dipingere in Francia. La descrizione di questa donna parte da un quadro esposto al Museo d’Orsay, l’ex stazione ferroviaria parigina che oggi ospita una fantastica esposizione. Questa figura al femminile diventa simbolica, dal momento che lasciò un testamento già a fine Ottocento alla propria compagna di vita. Rosa era omosessuale e intendeva dopo la sua morte rendere partecipe la donna con cui aveva riso, camminato, affrontato la vita, di tutti i suoi beni.

La pittrice per dipingere animali andava nei mattatoi travestita da uomo. Prima donna in Francia a godere della Legione d’Onore, la Bonheur doveva sottoporsi ogni sei mesi ad un esame per ottenere dalla prefettura il permesso di abbigliarsi da uomo, cosa allora proibita per una donna. Serena di questa sua scelta di racconto confessa: “E’ bello a Parigi vedere meno quadri, ma conoscerne la storia”.

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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