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‘Bambine non spose’: l’Unicef lancia la sua campagna

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Non basta una Giornata internazionale dell’Onu delle bambine e delle ragazze, per risolvere il dramma delle spose bambine. Il quinto dossier presentato sulle condizione della violenza dei minori in Italia, ha invitato la collettività a postare su Facebook, Twitter o su Instagram, qualcosa di colore arancione (in rottura con lo steriotipo di genere del rosa), accompagnato dagli hashtag #OrangeRevolution #indifesa.

L’Unicef ha diffuso per l’occasione un video che mostra il dolore delle bambine costrette a diventare donne anzi tempo. L’intento è di creare consapevolezza ed interrompere la catena dei matrimoni forzati che vìolano i diritti dei bambini.

 

 

Unicef, una campagna contro il mal costume delle spose bambine

 

 

In Niger ogni giorno “muore” l’animo fanciullesco di una bambina. Matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, non completamento della scuola secondaria di primo grado, sono realtà dilaganti in questo contesto.

Il rapporto lanciato da Save the Children riporta: “Ogni sette secondi una ragazza con meno di 15 anni si sposa, oltre un milione di ragazze diventano madri prima di compiere i 15 anni, mentre 70.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni perdono la vita ogni anno per cause legate alla gravidanza e al parto”.

L’Unicef veste da sposa una ragazzina e mostra il viaggio della morte interiore che la nubenda si appresta a compiere, col triste consenso di familiari, legge ed amici. Il filmato diffuso in rete reca la scritta “Lui il mio padrone”. Così si spiega la triste sorte di 15milioni di ragazze nel modo, costrette a crescere precocemente.

Più di 700 milioni di donne in Niger, Ciad, Repubblica Centroafricana, Mali e Somalia, si sono sposate prima dei 18 anni; erano tutte minorenni e non educate alla cultura matrimoniale e alle sue conseguenze. Inesperte, sono passate dalla dimora paterna alla casa di un uomo che non possono amare data la loro età, in cui sono costrette a vivere da “oggetto” e “giocattolo”, per soddisfare un capriccio maschile.

A battere il record in negativo di spose bambine, è l’India, con il 47% delle ragazze coinvolte in un sistema in cui le giovani bambine vengono cedute in matrimonio, nella speranza di garantire loro risorse e mezzi di sostentamento.

La conseguenza è l’alto numero di suicidi che molte bambine compiono. Preferiscono togliersi la vita piuttosto che fingere di trasformare il proprio incubo in idillio. Le più forti affrontano gravidanze e parti pericolosi che comunque mettono a repentaglio l’esistenza di mamme e bambini. Sono circa 70.000 le ragazzine che perdono la vita ogni anno per questo motivo. Ancora, nel mondo 30 milioni di bambine rischiano di subire mutilazioni genitali femminili.

Il quadro rosa mondiale è raccapricciante. Condividere immagini ed informazioni, serve ad educare le nuove generazioni al rispetto dei diritti umani. Una lacrima di una bambina data in sposa equivale all’assassinio delle speranze del suo futuro!

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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