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Il Bangladesh approva una legge che legalizza i matrimoni con le spose bambine

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Fino alla fine di febbraio in Bangladesh le ragazze non potevano contrarre matrimonio prima dei 18 anni. Una legge varata nel 1929 e che, nonostante fosse poco rispettata, rappresentava comunque un deterrente contro il fenomeno in un paese che ancora oggi presenta uno dei più alti tassi di spose bambine.

Ora quella legge non esiste più. Lo scorso 27 febbraio, infatti, il Parlamento del Bangladesh ha deciso di modificare il Child Marriage Restraint Act permettendo alle minorenni di contrarre matrimonio prima della maggiore età per volontà dei genitori, in circostanze particolari o “per il loro bene”. La decisione è stata accolta con favore dagli islamici che parlano di rispetto delle tradizioni.

 

 

La condanna delle Organizzazioni internazionali per i diritti umani

 

 

Il primo ministro bengalese Sheikh Hasina giustifica la nuova norma come una necessità per impedire l‘emarginazione sociale delle ragazze che restano incinte; “La nostra società rurale è molto crudele – ha spiegato in un’intervista al New York Times Rebecca Momin, a capo della commissione parlamentare sulle donne e i bambini -. Punta il dito sulla teenager incinta che diventerà un’esclusa sia a scuola che altrove”. Una scusa appunto, che viene smentita dai numeri, perché secondo una ricerca della ong Manusher Jonno Foundation nel 2005, per esempio, meno dell’1,5% dei matrimoni con minorenni sono stati celebrati perché la sposa aspettava un bambino.

C’è sconcerto, quindi, da parte delle ONG e Organizzazioni internazionali dei diritti umani per la decisione presa dal Parlamento. Il punto più contestato sono propri le circostanze particolari, che la legge non chiarisce. Decisamente un passo indietro se si considera che nel 2000 le percentuali di spose bambine prima dei 18 e 15 anni erano rispettivamente del 65% e 38% e che i numeri erano costantemente in calo arrivando al 52% e 18%; “Così si manda il messaggio sbagliato. È questa la nostra preoccupazione”, ha dischiarato al New York Times Soumya Brata Guha esponente di Plan International. Secondo la nuova legge ogni richiesta di matrimonio con minorenni dovrà essere valutata da un comitato locale e approvata da un tribunale, ma già con il precedente divieto i genitori si accordavano con le autorità locali per falsificare i certificati di nascita delle ragazze e permettere quindi il matrimonio. Difficile quindi, denunciano le organizzazioni internazionali, che con una legge a favore il fenomeno delle spose bambine non cresca esponenzialmente nei prossimi anni.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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