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Basta studiare! Due prof e un metodo per vincere l’ansia “da scuola”

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I vostri figli hanno appena cominciato le scuole superiori? O, anche se già più cresciuti, faticano ad abituarsi ai nuovi ritmi scolastici? Il risultato è che, oltre a insufficienze e debiti a ogni quadrimestre, l’intera famiglia rischia di vivere il (loro, ma anche un po’ vostro) dramma della scuola. E che quello che dovrebbe essere un momento di crescita e apertura verso il mondo diventi un brutto incubo fatto di voti bassi, fatiche inutili, liti con genitori e insegnati e così via.

La soluzione? È il metodo BiEsse, Basta Studiare! A metterlo a punto (nell’omonimo libro edito da Sperling& Kupfer, ndr) due insegnati: Lorenzo Sanna, che di un liceo classico-scientifico non solo è professore di latino e greco ma anche dirigente, e Marcello Bramati, anche lui al timone di un istituto superiore ma con esperienze in tutti i livelli d’istruzione. Interminabili ore di ricevimento genitori, interi anni scolastici passati tra banchi, adolescenti svogliati, verifiche e assenze strategiche, infatti, sembrano aver convinto i due che ciò di cui davvero #labuonascuola ha bisogno è un vademecum a portata di genitori, ma anche e soprattutto alunni, per sopravvivere ai cinque anni di superiori e capire finalmente che, ben più che d’offerta didattica e saperi da acquisire, la scuola è fatta di “impegno, dialogo, confronto, volontà, crescita, relazione. Se vengono meno tali comportamenti, studiare o semplicemente frequentare una scuola è inutile e noioso, del tutto paragonabile a qualsiasi altro vuoto contenitore di ore perdute, un vano babysitting, in una rovinosa concorrenza con la tv, la Nintendo DS, la PSP […]”.

 

Sette regole per capire che genitori (e figli) siamo e vincere la paura della scuola: il metodo Sanna-Bramati

"Basta Studiare", Lorenzo Sanna, Marcello Bramati (ed. Sperling&Kupfer)
“Basta Studiare”, Lorenzo Sanna, Marcello Bramati (ed. Sperling&Kupfer)

 

 

Con questo spirito, nel volume da poco arrivato in libreria, Sanna e Bramati propongono a studenti in crisi e genitori altrettanto confusi, uno percorso a step che parte dal riconoscersi nel ruolo e nella “tipologia” di genitori-figli (con tanto di identikit di adolescente silente, ribelle o bambinone in cui riconoscere la propria prole e un utilissimo test a punteggi per riconoscersi genitori inconsapevoli, ipercritici, chioccia e così via), per finire con una serie di consigli pratici per vivere con dovuta tranquillità, almeno dal punto di vista scolastico, un’età complicata come l’adolescenza.

A uso dei genitori, poi, i due prof del “Basta studiare!” stilano sette regole imprescindibili per dire finalmente addio a figli svogliati, preoccupati da compiti, interrogazioni, pagelle e continuamente in ansia per la scuola. La prima? È esserci, non dimenticarsi che “uno studente di scuola superiore non smette certo di essere un figlio”. L’ideale, però, sarebbe farlo senza entrare in conflitto con la scuola. Prof. e altro personale didattico, infatti, sono alleati della famiglia: inutile voler sostituirsi gli uni agli altri -quindi no, genitori, non lamentatevi del recupero di matematica che rende impossibile la vostra settimana bianca! Meglio provare a costruire un percorso triangolare che abbi al centro il ragazzo. Piccoli escamotage partici, poi, potrebbero aiutarvi a sopravvivere indenni ai cinque anni di scuola superiore: avreste mai pensato, per esempio, che una semplice tabella settimanale possa aiutare voi e i vostri figli a mettere ordine tra gli impegni scolastici e le innumerevoli attività extra? Che un semplice diario possa aiutare a crescere adulti puntuali, responsabili, efficienti e professionali? O che anche un sì a denti stretti (sugli orari del rientro, il numero delle uscite, etc.) possa aiutare i vostri ragazzi a fidarsi di voi e sentirsi stimati dalla famiglia? In fondo basta poco – forse solo un po’ di buon senso-  e il metodo “Basta studiare!” è presto applicato.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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