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Bio e a km zero: i bimbi preferiscono mangiar sano (e leggono le etichette!)

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Se pensate che siano i bambini a preferire i cibi elaborati, ricchi di zuccheri e spesso poco sani, vi sbagliate. Una ricerca internazionale dimostra, infatti, non solo il ruolo dei più piccoli nell’orientare i consumi alimentari della famiglia ma, anche, la loro carica di food eVangelist, predicatori del mangiar sano e bio. Condotta da Food2020 su un campione di oltre 2mila rispondenti di 11 paesi, tra cui Nord e Sud America, Asia ed Europa, la survey ha visto quasi la metà dei genitori (il 49%) dichiarare che figli hanno un ruolo attivo nella scelta degli alimenti da portare a tavola, il 39% che anche i più piccoli leggono le etichette e il 38% che sono proprio i bambini a evitare alimenti poco salutari, a favore di cibi biologici o di produzione locale – preferiti da un terzo dei rispondenti. L’ago delle bilancia consumi sembrerebbe pendere dalla parte dei più piccoli soprattutto in Italia: nel nostro Paese, infatti almeno il 54% dei bambini ha un ruolo attivo nelle scelte alimentari della famiglia, il 40% esprime una preferenza per cibo locale e biologico e il 37% inizia una conversazione sulla filiera e la sicurezza alimentare.

 

Tracciabilità, filiera corta, territorialità: così i figli dei food eVangelist scelgono la sicurezza alimentare

 

Affezionati al bio e sensibili ai temi dell’alimentazione sicura, i piccoli food eVangelist provengono senz’altro da famiglie particolarmente attente ai consumi alimentari. Se c’è un trend inarrestabile in questi anni è, infatti, la sensibilità sui temi sicurezza alimentare, salute, ortoressia. La nicchia di profeti del mangiar sano è cresciuta a livello globale di almeno il 10% nell’ultimo quinquennio, fino a coprire oggi almeno il 24% della popolazione. E a capitanare la top list di paesi più a prova di alimentazione sicura c’è proprio l’Italia con il 43% di food eVangelist (+6% rispetto alla misurazione precedente), contro una percentuale che negli Stati Uniti, per esempio, si aspetta salga al 27% entro i prossimi due anni.

Parole chiave per i più attenti all’alimentazione sana? Territorialità: tanto che il 49% dei rispondenti a livello globale dice di riporre fiducia quasi esclusivamente nei rivenditori locali. Tracciabilità degli ingredienti, quella che fa credere ad almeno il 47% di loro che gli alimenti dei piccoli produttori siano più sicuri di quelli dei grandi. Fiducia, che a detta di almeno la metà dei partecipanti allo studio, è direttamente legata a un rapporto personale con chi produce e vede prodotti alimentari. Ma, anche e soprattutto, sensibilizzazione: il 60%  dei food eVangelist ritiene che sia importante insegnare ai figli fin da piccoli il valore degli alimenti biologici. Come a dire, a mangiar bene meglio iniziare da piccoli.

 

 

 

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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