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Blue latte: il cappuccino vegan alle alghe che fa impazzire Instagram

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Fuori dall’Italia, si sa, è difficile trovare un caffè che sia “veramente” caffè. Annacquati, troppo leggeri, bruciati: a un italiano i caffè all’estero faranno sempre rimpiangere il buon vecchio espresso. Figuriamoci l’ultima novità in campo di bevande simil caffè a prova di dieta vegana: si chiama blue latte, viene dall’Australia ed è all’apparenza molto simile a un comune cappuccino, con tanto di schiuma sulla superficie, non fosse per il suo caratteristico colore blu e perché completamente privo di derivati animali. Gli ingredienti fondamentali del blue latte sono, infatti, zenzero, limone, latte di cocco, agave e la polvere di una speciale alga blu. La ricetta completa, però, è ancora segreta: il blue latte, infatti, è una creazione recentissima del Matcha Milkybar, un locale vegan di Melbourne famoso tra i foodblogger di mezzo mondo per la creatività nel reinventare ricette tradizionali con ingredienti provi di derivati animali e con procedure cruelty free.

 

Caro e poco gradevole al gusto: le ragioni del successo del blue latte

 

Chi lo ha provato, comunque, non ha dubbi: nel sapore del blue latte c’è poco che ricordi veramente un cappuccino – di caffè, del resto, non c’è traccia. Come sottolineano i clienti, il blue latte ha un odore molto forte che ricorda quello delle più comuni alghe marine. Anche il sapore sembrerebbe non essere un granché: c’è chi ha detto del blue latte che ricorda un po’ quel retrogusto acido del latte che sta per andare a male. Se a questo si aggiunge che la bevanda vegana ha almeno al momento un prezzo non esattamente economico (circa 5.50 euro a bicchiere, ndr) a causa della particolare qualità di alga usata nella ricetta, è spontaneo chiedersi le ragioni del successo. Di alternative vegane al tradizionale cappuccino, infatti, ne esistono numerose e anche molto più gradevoli ed economiche. A convincere del blue latte sarebbero, però, le straordinarie proprietà antiossidanti: l’alga presente tra gli ingredienti, infatti, oltre a dargli il caratteristico colore azzurro sarebbe un vero toccasana contro invecchiamento e segni del tempo.

Senza contare che il blue latte è uno di quei piatti a prova di instagramer: sarà il suo “strano” colore, sarà che come ogni latte schiumato che si rispetti non esce dal Matcha Milkybar senza creative decorazioni in superficie, ma se amate il foodporn nella vostra gallery non dovrebbe mancare una bella tazza di blue latte. E se proprio non amate le alghe? Potreste provare la versione ai funghi o alla barbabietola!

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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