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Bon’t worry, la Onlus contro la violenza sulle donne

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La violenza sulle donne si combatte attivamente. Ci crede fortemente la Onlus ‘Bon’t worry’, che affronta un problema di grande attualità. Donne e bambini trovano ascolto, accoglienza e difesa grazie all’Associazione nata per volere di Bo Guerreschi, economista internazionale, vittima in prima persona di abusi fisici e psicologici.

 

Bon’t worry, una Onlus a favore di donna

 

Si parte dai dati del 2015 che vedono ben 128 donne vittime di femminicidio nel nostro Paese. Dall’inizio dell’anno ad oggi le signore abusate sono state invece già 32. Per non mettere a tacere tutto questo, giustificando l’ingiustificabile, Bon’t worry sta lavorando duramente. A pochi mesi dalla sua nascita, la Onlus si è già occupata di 30 donne che hanno trovato la forza di parlare e reagire.

Bo Guerreschi a tal proposito ha dichiarato: “Le donne con cui ho condiviso la mia esperienza, quelle che sono arrivate alla nostra neonata si vergognano di quello che sta capitando loro, si sentono talmente responsabili, colpevoli al punto da chiedere sempre scusa. L’Associazione offre loro un luogo sicuro, in attesa di riprendere le fila della propria vita; mette a disposizione avvocati selezionati, medici, psichiatri e psicologi e fornisce un supporto in termini di sicurezza”.

E’ stato di fatto attivato lo scorso 8 marzo, il numero verde 800 10 1414, per dare ascolto e voce alle donne vittime di soprusi. Intanto la collaborazione con le Forze dell’Ordine si è infittita e risulta continua.

Bon’t worry offre inoltre un sostegno legale e psicologico alle sue assistite, che vengono molestate da persone conosciute, prevalentemente membri del nucleo familiare. Le vittime riportano tutte ripercussioni negative ben visibili anche a livello mentale e sociale, come confermato dal Dottor Gaetano Giordano, psicoterapeuta dell’Associazione: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che le donne violentate hanno il doppio delle possibilità di soffrire di depressione o di fare abuso di alcolici. Un’altra sfera gravemente danneggiata è quella della gravidanza: le possibilità di vivere il dramma dell’aborto raddoppia e le probabilità di partorire neonati sottopeso sale del 16”.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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