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“O Brigadeiro e Paula”: dal Brasile a Napoli per fare un pieno di dolcezza!

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Và dove ti porta il cuore. No, non stiamo parlando del celebre libro ma della massima che si può adattare alla perfezione alla storia di Paula Scoleri. Nota negli ambienti napoletani per aver sdoganato il “Brigadeiro”, dolce tipico della sua terra, il Brasile, l’ avventura di Paula comincia in modo insolito, proprio quando meno se lo aspetta. Nella sua vita professionale, infatti, sembra esserci un “prima” e un “dopo”: il prima è una laurea in farmacia e molti anni in una nota azienda internazionale con un ruolo di responsabilità; il dopo, un impegno differente e molto dolce che coinvolge anche la famiglia. E se è vero, come è vero, che quando si chiude una porta è pronto a spalancarsi un portone, il destino va comunque aiutato, magari approfittando di un’idea geniale…

 

Paula Scoleri: come una professionista si trasforma in imprenditrice

 

                                      Chi è Paula Scoleri?

Paula Scoleri
Paula Scoleri

Premetto: sono brasiliana di genitori italiani. Dopo la laurea a San Paolo, sono stata assunta in una multinazionale americana prima e poi in un’azienda svizzera più grande. All’epoca venivo spesso in Italia a trovare i parenti: una delle tante volte, l’occasione era il matrimonio di un cugino, ho incontrato il mio attuale marito. È stato lui a farmi conoscere Napoli e le sue mille bellezze: Ischia, Capri, Costiera Amalfitana…me ne sono innamorata all’istante! Così, ho deciso di trasferirmi in questo paese e ho preso a lavorare qui, nella sede campana della stessa azienda: ho passato 10 anni in questo modo, facendo anche carriera in un settore, quello della produzione, che di solito è appannaggio maschile. Dopodiché mi sono spostata a Milano impegnandomi in una mansione superiore, di maggiore responsabilità ma d’ufficio.

 

 

 

Fin qui, la professionista. Ma cosa è successo dopo, come è nato il suo progetto culinario?

Per caso, grazie ad una serie di coincidenze! Dopo la nascita di mio figlio, ho chiesto e ottenuto di lavorare da casa, imparando a dormire nei ritagli di tempo e dedicando davvero ogni momento a gestire gli impegni professionali. Però, dopo quasi due anni di questa vita, per motivi organizzativi – e non senza un pizzico di tristezza – il mio rapporto con l’azienda si è concluso. Mi sono ritrovata di colpo con molto tempo libero e così, per una delle tante feste di classe del mio bambino, ho preparato 25 brigadeiros: un successo! Di lì a poco mi è venuta l’idea: cucinare brigadeiros per eventi, cerimonie, catering. Idea che non sarebbe mai diventata realtà se non avessi avuto, a sostenermi, la famiglia e Gennaro Regina, il proprietario della nota galleria d’arte Voyage Pittoresque, che ha creduto in me, ha creato il nome della mia attività – “O Brigadeiro e Paula” – e mi dà continui consigli per migliorarmi.

 

Cos’è il Brigadeiro?

Il Brigadeiro è un dolce tipico del mio paese: si racconta che nacque a metà degli anni ’40 quando il brigadiere Eduardo Gomes si candidò alla presidenza della Repubblica per l’UDN -Unione Democratica Nazionale- concorrendo con l’altro militare Eurico Gaspar Dutra. Il brigagliere era un bell’uomo, con un fisico prorompente, molto affascinante e celibe. Con lo slogan “Vote no Brigadeiro que é bonito e é solteiro” (Voti al brigadiere che è bello e scapolo, ndr.) il candidato ottenne buon successo tra le donne. Un gruppo di loro che viveva nel quartiere Pacaembu, nella città di San Paolo, organizzò diverse feste per favorire la sua candidatura. In una di queste occasioni, si dice, fu creato un dolce che mescolava latte condensato, cioccolato e burro: il Brigadeiro, appunto.

 

Qual è il valore aggiunto della sua attività?

La qualità, prima di tutto: utilizzo solo prodotti scelti, certificati. Tenendo conto della mia esperienza professionale precedente, inoltre, voglio che nella cucina in cui metto a punto i brigadeiros sia tutto a norma: la mia è una produzione artigianale realizzata come fosse industriale.

Un altro valore aggiunto è la passione: cucinare questi dolcetti è un po’ come tornare all’infanzia, quando li preparava mia madre. Oggi ho un aiutante speciale, mio figlio. Un privilegio che non ha prezzo.

 

Un’ultima domanda: qual è l’obiettivo futuro?

Creare un locale per feste e, perché no? Una “brigaderia”, ossia un posto dove si possano gustare brigadeiros di ogni tipo. Ovviamente, mescolando sempre la tradizione brasiliana con quella partenopea. L’ho già detto che adoro questa città?

 

Per maggiori informazioni sull’attività di Paula Scoleri: https://www.facebook.com/obrigadeiroepaula/

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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