0

Bruciata dal fidanzato, continuano le polemiche su Barbara D’Urso

0
0


E’ un caso anomalo di violenza di genere quello accaduto ad Ylenia, la 22enne di Messina che ha riportato ustioni sul corpo dopo che il fidanzato ha tentato di darle fuoco. In ospedale la ragazza ha accettato di apparire davanti alle telecamere di Pomeriggio Cinque, continuando a discolpare il suo aggressore ed arrivando alle mani con la madre che tentava di dissuaderla dal rilasciare certe dichiarazioni. E’ scattata la bufera mediatica contro la D’Urso che ha usato frasi troppo ambigue per giustificare il caso tv.

 

 

Barbara D’Urso e lo share da femminicidio

 

 

Barbara D’Urso per anni si è autodefinita paladina delle donne vittime di violenza di genere. Ora quella che la stessa Ylenia ha definito “una trasmettitrice con le palle” finisce al centro delle polemiche per alcuni attimi choc durante la sua diretta tv. La conduttrice ha intervistato Ylenia Grazia Bonavera, aggredita a Messina dal suo fidanzato.

Barbara D’Urso ha giustificato il comportamento di Ylenia con una frase che, a detta anche di Selvaggia Lucarelli, ha decretato la “morte della lotta alla violenza di genere”. La ragazza continuava a negare la colpevolezza dell’ex finito in manette, per quanto già anni prima un episodio simile le fosse capitato.

Il suo è stato descritto da tutti come un “amore malato”, mentre la D’Urso per farle notare la realtà dei fatti, ha ribadito che certi gesti spesso si compiono “per troppo amore”. La frase, presa di mira dai media, è stata poi soppressa da riprese video successive girate sui social. La D’Urso inconsapevolmente ha giustificato come gesto d’amore una mania ossessivo-omicida nei confronti di Ylenia.

Mai espressione è risultata più errata. L’amore, come in molti hanno ribadito, non uccide, ma dà vita, in qualsiasi modo esso sia. Ylenia, che chiaramente ha dei seri problemi psicologici e pertanto va assistita, è l’espressione di come dietro gesti di violenza sulle donne, molto spesso si celino “disturbi o alterazioni emotive” femminili.

La vicenda mediatica riapre dunque la discussione sulla responsabilità della violenza sulle donne, che a quanto pare, varia di caso in caso.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *