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#canhesaythat? Quei commenti sessisti sul lavoro di cui nessuno parla

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Galeotto fu un incontro di lavoro durante il quale un potenziale investitore osò degli apprezzamenti sul suo fisico. Da quel momento Jodie Fox, un’imprenditrice nel settore delle calzature artigianali, porta avanti una personalissima campagna contro un serie di atteggiamenti sessisti che, anche quando non si traducono in discriminazioni concrete delle lavoratrici donne, possono creare situazioni di profondo disagio.

Al grido di #canhesaythat, Jodie ha già raccolto infatti tantissime testimonianze riguardo a commenti fuori luoghi, apprezzamenti, battute a sfondo sessuale o semplici osservazioni da parte di colleghi maschi, di fronte a cui decine di lavoratrici donne sono rimaste spiazzate. Il problema non è tanto nel contenuto – che può non essere offensivo in sé (nel caso di Jodie, il potenziale partner commerciale le aveva semplicemente detto di essere bellissima, ndr) – quanto nella frequenza con cui commenti e osservazioni di questo tipo vengono usati in contesto lavorativo. La nonchalance con cui un professionista può scrutare dalla testa ai piedi una collega donna e dirle “sei bellissima!”, insomma, insinua il dubbio che “gli uomini credono, perché così gli è stato insegnato, che cose come queste siano giuste da dire a una donna che si incontra per lavoro” – spiega la Fox al Guardian. Non si rendono conto che, in questo modo, possono metterla profondamente a disagio. Nessuna infatti vorrebbe essere giudicata sul lavoro sulla base di com’è vestita, come ha scelto di pettinarsi, della sua forma fisica. Anche un commento apparentemente banale, così, può avere effetti non trascurabili sull’esperienza di lavoro della donna. Per questo – continua la Fox- ogni volta che un collega uomo ci rivolge un commento in qualche misura sessista, ci dovremmo chiedere se ha davvero il diritto di farlo (“può dirlo?” è, appunto, la traduzione letterale di #cahesaythat, l’hashtag scelto da Jodie per coinvolgere sui social le utenti che vorranno raccontare la loro esperienza, ndr).

 

 

Ci hanno insegnato a sorridere e accettare i complimenti? Sbagliamo, dovremmo far notare loro che siamo a disagio

 

 

E, soprattutto, dovremmo evitare di incassare il colpo. “Ci è stato insegnato a essere gentili, a sorridere e ad accettare i complimenti. A nessuna verrebbe in mente di rispondere a un uomo che ha appena fatto un apprezzamento sul suo fisico «ti rendi conto che mi stai mettendo a disagio?». Forse, però, dovremmo imparare a farlo. Così invece di alludere a come siamo belle, durante un incontro di lavoro finalmente si limiteranno a dirci «è stato bello conoscerti!»”, continua ancora Jodie che, con la sua #canhesaythat, ha provato a trasformare una sgradevole esperienza personale in un momento di riflessione collettiva sulle implicazioni che, ben prima del gender pay gap o delle mancate opportunità di carriera, un certo sessismo “latente” ha sul benessere delle lavoratrici donne.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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