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Cani: mai lasciarli vicino all’orzo

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L’orzo selvatico, meglio noto con il nome contadino “forasacco”, è un cereale che cresce spontaneamente nei prati e nei giardini pubblici ed è molto pericoloso per gli amici a quattro zampe. La sua spiga, quando è in fase di formazione (ossia quando, da verde, raggiunge il colore giallo paglierino), ha la possibilità di staccarsi e di aderire al pelo dell’animale, iniziando un cammino che può arrivare fino agli arti, alle pieghe del corpo e agli orifizi naturali.

 

Orzo selvatico: il “nemico” che viaggia nel corpo

 

 

Il forasacco, insomma, ha la capacità di ‘perforare’ la cute e di migrare ovunque, lasciando nel cane fistole purulente e veicolando polvere e batteri. Le temibili spighe possono fermarsi a pochi centimetri dal punto di entrata, così come invece percorrere tragitti lunghi, raggiungendo perfino addome e torace, dove sono in grado di provocare peritoniti e pleuriti. Non solo. Arrivano a perforare timpani, palpebre, narici, vulva. Se entrerà nel naso, l’animale inizierà a starnutire continuativamente, talvolta con perdite emorragiche. Nel momento in cui si infilerà nell’orecchio, il cane improvvisamente scuoterà la testa o la terrà ruotata di lato.

La penetrazione della spiga avviene in modo rapido e provoca dolore persistente e acuto. Pertanto, prima di peggiorare la situazione mettendo di propria iniziativa gocce o oli di qualsiasi tipo nelle orecchie del nostro animale, è meglio portarlo dal veterinario che provvederà a verificare se il timpano è stato perforato. Un piccolo intervento permetterà l’estrazione del corpo estraneo utilizzando una pinzetta apposita o un otoscopio. Solo dopo, se il timpano è intatto, seguirà una terapia antibiotica. Per prevenire, quindi, queste spiacevoli conseguenze, è bene cercare di non far entrare il proprio cane in aiuole pubbliche o aree verdi non falciate.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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