Capelli: il trend 2016 si chiama “Half Bun”

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Un esempio di Half Bun

Un esempio di Half Bun

Se nel trucco trionferà lo “smokey eyes sparkling”, scintillante evoluzione degli occhi bistrati di nero, il 2016 del settore “parrucco” si configura già come l’anno delle mezze misure. Sì, perché il trend dei prossimi mesi ha un nome che la dice lunga: “half bun”.

 

Ad essere sinceri, non si tratta di una vera e propria novità, visto che già nei 365 giorni passati le star di mezzo mondo hanno scelto questo tipo di acconciatura; tuttavia, nei prossimi mesi le fashion victims non potranno fare a meno di dedicare qualche minuto in più alla propria chioma, per ottenere l’effetto più in voga. Di che si tratta? Letteralmente, l’half bun è il mezzo chignon: una pettinatura all’apparenza molto semplice alla quale, però, basta poco per sembrare trasandata.

 

Half Bun: come realizzarlo

 

Per ottenere un hair style perfetto, prendete una ciocca spessa nella parte alta dei capelli e, con questa, realizzate uno chignon. Lasciate il resto della chioma sciolto, pettinandolo delicatamente. Se i vostri capelli non sono abbastanza lunghi, affidatevi ad uno chignon posticcio. Se ne trovano di ogni tipo, di ogni colore e per tutte le tasche. A quel punto, vi basterà pettinare i capelli all’indietro, raccoglierli verso la sommità della testa ed attaccare il finto chignon attraverso delle forcine o anche delle vecchie graffette.

Il trend è un vero “must” tra i tutorial di Youtube ed ha già affascinato i più giovani: ragazzi compresi, che su Instagram non esitano a postare loro foto con questo look.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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