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“Caro nipote”, un viaggio tra le donne della Lucania

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Dopo i successi dei film “Pisticci e la sua festa” e “La notte di Sant’Apollonia”, è la volta di “Caro nipote”, il lungometraggio che, dopo quasi due anni d’intenso lavoro, approda sul grande schermo. Da una storia vera scritta da Massimo Previtero, con la regia di Emanuele Di Leo, un film autoprodotto con pochi mezzi e tanto cuore, che emoziona ed appassiona tanto quanto i film delle grandi produzioni.

 

Le donne, il folclore e le passioni della terra Lucana

 

caro nipoteL’attore poeta narratore lucano Massimo Previtero dedica questo lavoro alla sua cara nonna, scomparsa nel 1993: Maria è una bellissima giovane di Pisticci (MT), che è vissuta dall’inizio del Novecento fino ai primi anni Novanta in un piccolo paese del sud, una sorta di Filumena Marturano tutta in chiave lucana. Dopo molti anni dalla sua morte, Pietro fa ritorno nella casa, ormai abbandonata, dell’amata nonna, dove trova una lettera a lui indirizzata. Maria racconta la sua vita in quella lettera, e il nipote vede scorrere le immagini dei momenti più belli trascorsi con lei. Insomma, un tuffo nel passato e un ritorno al presente. Una vicenda che vede protagoniste tante donne, in un vivace affresco della Lucania degli anni della guerra, permeata dal folklore popolare, dalla magia del tarantismo, dal lamento funebre, dal ritmo scandito dalla vita dei campi.

La chicca di questo film è l’avere scelto attori dalla strada, proprio per poter rappresentare al meglio la semplicità della gente di quell’epoca e di quei luoghi. In luce un tema antico e al tempo stesso attuale, quello della violenza sulle donne. Per l’ambientazione realistica e le atmosfere evocate, lo scrittore antropologo e critico cinematografico Antonio Vitti, docente presso la Indiana University di New York, ha paragonato “Caro nipote” al capolavoro pasoliniano “Cristo si è fermato a Eboli”. 

 

Il film sarà presentato sabato 11 marzo, in anteprima nazionale a Roma (“Nuovo cinema Aquila” – via Aquila, 66).

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