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Casa Internazionale delle Donne, assessore Castiglione: “Nessuno sfratto in corso”

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Oltre ottocentomila euro: a tanto ammonta la morosità della Casa Internazionale delle Donne di Roma, negli ultimi giorni al centro di aspre polemiche. La settimana scorsa, infatti, il Comune ha inviato un’ingiunzione di pagamento, dando di fatto un ultimatum ad uno dei luoghi simbolo dell’emancipazione femminile.

 

 

Un vuoto politico che si fa sentire oggi più che mai

 

 

La Casa Internazionale delle Donne rappresenta un punto di riferimento per le attività culturali della Capitale; ancor più un punto fermo per il movimento femminista italiano, dal momento che è il luogo delle donne, il punto di incontro dove si coniuga la politica di genere e la promozione della cultura e dei diritti. Un luogo che Roma e L’Italia non possono permettere di perdere, eppure dalla scorsa settimana rischio sfratto.

L’ingiunzione inviata dal Capidoglio è molto chiara: si richiede il pagamento degli 833mila euro di morosità accumulati o si procederà entro 30 giorni alla procedura coattiva e in sede civile per il recupero del credito e la requisizione della struttura. Una comunicazione che arriva come un fulmine a ciel sereno e guasta il dialogo che si stava istaurando tra le donne dell’associazione e l’amministrazione: “Anche la Casa – si legge in un comunicato diffuso nei giorni scorsi – corre ora il pericolo di chiusura cui sono andate incontro tante associazioni e realtà sociali di Roma. Il debito che ci viene attribuito dall’Amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti”.

Un rapporto, quello tra la Casa e l’Amministrazione comunale, che ha sempre vissuto momenti di alti e bassi, soprattutto in virtù del fatto che nel 1992 il comparto del Buon Pastore, sede della Casa, è stato riconosciuto dal Comune tra le opere di Roma Capitale. Un patrimonio artistico inestimabile di cui comunque, va sottolineato, dal 1987, anno dell’occupazione dell’ex reclusorio femminile da parte del movimento femminista italiano, si è sempre occupato la Casa delle Donne. L’ affitto, le spese vive, la ristrutturazione dell’immobile, il suo mantenimento e miglioramento sono state a carico della Casa che ha sempre considerato la struttura con un senso di responsabilità verso la comunità romana.

Nella Giunta capitolina si è aperto ora un acceso dibattito politico: l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale, Rosalba Castiglione, dopo giorni di polemiche ha dichiarato “che non c’è alcuno sfratto in corso come qualcuno voleva far immaginare”. Ma, le fanno eco le consigliere del PD Michela De Biase, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta, “La possibilità di saldare quanto richiesto non c’è, il successivo passo è quello di uno sgombero”. La speranza, ora, è che l’aggiunta Raggi riesca a trovare una soluzione, Roma e il movimento femminista italiano non posso perdere un’istituzione come la Casa Internazionale delle Donne.

casa delle donne #lacasasiamotutte

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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