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Cheer Up Luv: racconti fotografici sui luoghi delle molestie

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Cheer Up Luv è un progetto fotografico nato per raccontare attraverso la fotografia i luoghi (pubblici) dove le donne hanno subito molestie.

 

 

Fotogiornalismo terapeutico

 

 

Un progetto fotografico con protagoniste decine di donne, “set” diversi eppure accomunati tutti dallo stesso scopo, essere testimonianza visiva dei luoghi pubblici in cui le donne ogni giorno subiscono molestie. A dare vita alle immagini è stata Eliza Hatch, fotografa britannica 23enne che ha deciso di chiamare il lavoro Cheer Up Luv, ovvero su con la vita: “Quella singola espressione (cheer up, ndr.) mi ha irritato talmente tanto da convincermi a reagire in qualche modo. Mi ha spinto a confrontarmi con le mie amiche, anche loro vittime di esperienze simili. Ho realizzato – ha spiegato la Hatch – che il problema non riguarda tanto le molestie, quanto il fatto che in molti non colgano il disagio che si prova dopo questi incontri e che non ci sia un livello di attenzione adeguato nell’opinione pubblica”.

Per realizzare le foto, Eliza Hatch ha chiesto a diverse donne di tornare sui luoghi dove sono state molestate, infastidite da uomini attraverso commenti inopportuni, per lasciarsi fotografare. Le tante foto di Cheer Up Luv sono tutte raccolte nell’omonima pagina Instagram e sul blog, dove la Hatch oltre a pubblicare gli scatti racconta anche le storie delle ragazze che hanno partecipato al progetto. Un lavoro, tra l’altro, che è stato ben accolto dal pubblico, tanto è vero che nei circa sei mesi di attività ha raggiunto un folto numero di follower diventando un vero e proprio caso di fotogiornalismo, tanto da spingere anche i media nazionali britannici e d’oltre Manica a parlarne.

Cheer Up Luvha avuto un valore terapeutico per me e le altre donne coinvolte” ha commentato la fotografa, intenzionata a continuare a dare voce e denunciare il problema.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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