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Chemioterapia: a Napoli, un laboratorio di bellezza per le donne

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Lunedì 12 dicembre, presso il Day Hospital Pneumoncologico del Monaldi, si terrà il laboratorio di bellezza per donne in trattamento chemioterapico. Dedicato alla cura della femminilità delle pazienti, vedrà la partecipazione di un’esperta di make-up e una psicologa.

“Si tratta – sottolinea il direttore generale dell’Azienda dei Colli Giuseppe Longo – di una iniziativa ormai consolidata, che offre a quante sono alle prese con la chemio l’opportunità di riappropriarsi della propria femminilità. Un modo importante per contrastare i segni della malattia e recuperare autostima, che concorre ad affermare la scelta della nostra struttura di soddisfare domanda di benessere che viene dagli ammalati”.
Sono tre anni che il DH Pneumoncologico, guidato da Francovito Piantedosi, ha messo in piedi un laboratorio di make up rivolto alle pazienti in terapia. Il progetto, ideato da Raffaella Manzo, consente alla donna di riconquistare, in un momento di fragilità e insicurezza, autostima e fiducia in sé. Durante la chemioterapia, le pazienti vengono truccate dalla visagista Mariana Motta che suggerisce le tecniche per migliorare il tono della pelle, vivacizzare il colorito, ridisegnare le sopracciglia perse e far tornare il desiderio di affrontare quella prova dello specchio che già per moltissime donne è fonte di preoccupazione.
Accanto al laboratorio, in occasione del Natale verrà organizzata, in collaborazione con il Centro Trasfusionale dell’A.O. dei Colli, diretto da Bruno Zuccarelli, e il contributo della squadra di calcio “Amici del C.d. M. – composta da giovani donatori di sangue – e il gruppo family Masai, anche un’altra iniziativa dal titolo “Ti insegno un trucco…come indossare il parrucco”.
Alle donne in trattamento, verranno donate bandane, foulards, cappellini, coupon per acquistare parrucche e prodotti cosmetici. L’obiettivo è contribuire a rendere gli ospedali strutture dove alla professionalità degli operatori si affianca anche quella umanità che rende il rapporto con il paziente più solidaristico.

 

(Comunicato Stampa)

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