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Chiodo scaccia chiodo: funziona veramente?

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Una storia di amore finisce e subito ci si fionda tra le braccia di un’altra persona con la quale si inizia una vera e propria relazione, quasi come se fosse il naturale prosieguo della precedente. È il chiodo scaccia chiodo, espressione che usiamo comunemente e che può anche essere definita “relazione di passaggio” proprio perché, spesso, simili rapporti si interrompono non appena si esaurisce la loro funzione “ansiolitica” e di potente analgesico contro l’angoscia di una separazione.

 

Fine di una relazione: senso di impotenza e poi…

 

Non è mai facile accettare la fine di un amore e, soprattutto, non possiamo pretendere da noi stessi di superarla subito e in modo indolore, specie quando a morire è una relazione importante, costruita su una comune progettualità (come convivere, sposarsi, avere un figlio) che improvvisamente viene distrutta. E così, la sensazione di non avere la forza di risollevarci da soli può spingerci a catapultarci in nuove avventure, convinti che la nuova fiamma avrà il potere di cancellare l’ex dai nostri orizzonti affettivi e di farci battere il cuore come una volta. Si tratta, tuttavia, di un’illusione che ha certamente dei vantaggi immediati, ma sul lungo termine ci impedisce di distaccarci in maniera autentica dal precedente partner e di aprirci con libertà e serenità ad un’altra persona.

Qual è il retroscena psicologico del “chiodo scaccia chiodo”?

Come muoversi tra le ceneri di promesse che non saranno mai mantenute? Come cancellare il ricordo dell’amore che fu e di cui oggi non c’è più traccia? Come tollerare l’attesa di un ripensamento sempre più improbabile? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di capire quali possano essere le dinamiche che portano ad affogare i propri dispiaceri in una nuova avventura sentimentale.

Tra le principali cause c’è sicuramente la paura della solitudine. Ci sono alcuni che proprio non riescono a stare in compagnia di se stessi, che senza una persona al proprio fianco si sentono persi, abbandonati, rifiutati per cui, tornati single, profonderanno il loro tempo e le loro energia nella estenuante ricerca di un nuovo compagno/a che riempia i propri vuoti affettivi. Persone che sanno brillare solo di luce riflessa e che per tutta la vita si accontenteranno di orbitare intorno una persona, la prima che capita o al massimo la seconda, da adorare.

Inoltre, la consapevolezza di non essere più amati dal partner o, più in generale, di non essere più pensati da qualcuno porta con sé una dolorosa ferita narcisistica: ci si sente non desiderati e non desiderabili, si comincia a dubitare di se stessi, ci si chiede cosa abbia messo in fuga l’altro e si rimugina su alcune parole dette per chiudere la relazione. Appoggiarsi ad un’altra persona può, quindi, esprimere il tentativo e il bisogno di curare questa ferita: le lusinghe, i complimenti, gli entusiasmi che normalmente accompagnano la fase del corteggiamento saranno una salutare iniezione di autostima e di ottimismo e la nuova fiamma all’inizio riuscirà ad oscurare l’ex partner apparendo migliore, più attenta, più amorevole, più disponibile.

A volte, è anche forte il bisogno di riscatto e di rivalsa: quando la fine di un amore viene vissuta come un fallimento o come un attacco personale, l’inizio di un’altra storia può dare l’illusione di essere caduti in piedi e pressante è il desiderio di dimostrare a se stessi e agli altri, specie all’ex partner, di esserne usciti vincitori e non perdenti.

 

Il chiodo scaccia chiodo funziona?

Gli amori cha nascono dalle rovine di una precedente relazione hanno certamente l’effetto benefico di occupare la mente e di distrarla dai tormenti legati ad una separazione. L’incontro con un altro ci offre un sollievo immediato e attenua la tristezza, la malinconia e il senso di vuoto che si ha dentro, scongiurando il pericolo della solitudine, con tutte le pene ad essa connessa. Tuttavia, perdere chi si ama è come un lutto e, come tale, necessita di tempo e di spazio per essere accettato e metabolizzato, mentre la presenza di un’altra persona non fa che interferire e ritardare questo importante momento di presa di coscienza e di accettazione emotiva della perdita. Le nostre emozioni, anche quando sono spiacevoli, non possono essere nascoste sotto il tappeto ed è importante che vengano accolte e attraversate come passaggio inevitabile, anche se fa male.

Inoltre, ogni fine porta con sé un ventaglio di possibilità: vi è mai capitato di notare come, dopo una rottura, alcune persone appaiono ringiovanite, più belle e solari, addirittura più simpatiche? In coppia, si può avere la tendenza ad oscurarsi un po’, a sacrificare alcune parti di sé per il bene dell’altro e della relazione o, più semplicemente, a volte il tempo e la monotonia finiscono per spegnere la propria vitalità. In tal senso, una separazione offre la preziosa occasione di ripartire da sé, di reinventarsi, a volte anche di riscoprirsi o scoprirsi per la prima volta, sperimentando tutto ciò che di sé non veniva fuori in coppia.

Valentina Nappo Psicologa e psicoterapeuta individuale e di coppia a Napoli. Ama il suo lavoro, lo sport ed i viaggi e il suo sogno è scrivere un libro sull'amore e sui rapporti di coppia.

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