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Alimentazione: kefir e kombucha, via libera ai cibi fermentati

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Cocktail, panini, bevande; ma anche piatti sfiziosi o colazioni ricche. Con i cibi fermentati si può preparare davvero di tutto, stando attenti, allo stesso tempo, alla salute. Dal kefir alle verdure, dai germogli alla kombucha, i prodotti fermentati sono alimenti “buoni”, pieni di batteri amici dell’uomo, vitamine e minerali.

 

Kefir

Il kefir è una bevanda di latte fermentato che può essere acquistato o preparato in casa e adattato a gusti ed esigenze personali. Dalla consistenza cremosa, è simile allo yogurt ma prodotto in casa contiene un numero maggiore di ceppi di batteri buoni, comunque diversi da quelli che si trovano nello yogurt.

Per la preparazione casalinga si suggerisce l’uso di latte vaccino intero, o anche latte di cocco o mandorle; altre ricette prevedono l’utilizzo di formaggio e di siero di kefir.

 

Kombucha

Si tratta di una bevanda che si prepara facendo fermentare tè e zucchero con una coltura di kombucha. La coltura contiene una simbiosi di Acetobacter (batteri che producono acido acetico) e lievito, soprattutto Brettanomyces bruxellensis, Candida stellata, Schizosaccharomyces pombe, Torulaspora delbrueckii e Zygosaccharomyces bailii. La coltura è simile a una grande frittella di colore chiaro e spesso viene chiamato fungo. Anche in questo caso è possibile acquistarlo già pronto nei negozi di alimenti biologici o prepararlo in casa, personalizzandolo secondo i propri gusti.

 

Verdure fermentate

Sono le verdure conservate grazie a un processo di lattofermentazione che si verifica quando i lactobacilli, batteri buoni naturalmente presenti nelle verdure, trasformano amidi e zuccheri delle stesse in acido lattico, un conservante naturale che inibisce la crescita dei batteri nocivi.

 

Germogli di cereali e pasta madre

Questi ultimi non sono necessariamente cibi probiotici vivi. La pasta madre è un impasto di farina e acqua acidificato da un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione. A differenza del cosiddetto lievito di birra, il lievito naturale comprende, tra i lieviti, diverse specie di batteri lattici eterofermentanti ed omofermentanti del genere Lactobacillus. La fermentazione dei batteri lattici produce acidi organici e consente una maggiore crescita del prodotto e una maggiore digeribilità e conservabilità. Il suo processo fermentativo sviluppa molte vitamine e sali minerali che non si trovano nei normali cereali.

 

Per saperne di più, è possibile affidarsi alla guida ‘Probiotici naturali in cucina‘ (Edizioni il Punto d’Incontro), nel quale l’autrice, Donna Schwenk, offre un elenco di prodotti ai quali avvicinarsi. Per ciascuna delle categorie proposte, vengono illustrati gli aspetti nutrizionali ed i benefici per la salute: dalla riduzione delle allergie e dei sintomi di ansia o influenzali agli effetti positivi sulla digestione e a livello intestinale fino a un senso di benessere generale e a un rafforzamento del sistema immunitario.

Nel libro sono, inoltre, contenute circa 130 ricette per chi vuole introdurre il cibo vivo nella propria alimentazione: dai frullati ai contorni, dai piatti principali ai dessert. Come le ‘focaccine alle fragole con guarnizione probiotica al limone’, o una ‘tricolore’ ‘pasta alla checca fermentata e zucchine’ fino alla ‘torta di kefir al cioccolato e burro di arachidi’.

Unico consiglio: iniziare lentamente, per via di possibili sintomi spiacevoli legati al processo di detossificazione.

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Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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