Combattere le rughe? Ora si fa con un’app

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C’è un app per tutte le cose (e le mamme lo sanno molto bene!), persino per misurare il livello di invecchiamento della pelle e scoprire il trattamento ideale per le vostre rughe. Se, insomma, siete tra le eterne indecise che in profumeria non sanno mai che prodotto scegliere, rischiando di fare madornali errori di make up che peggiorano il vostro aspetto, dovreste scaricare Rynkl.

A pensare all’app, presentata in occasione del World Beauty Innovation Summit Innocos (evento annuale dedicato all’innovazione nella cosmesi, ndr) è stato un team di esperti di intelligenza artificiale della John Hopkins University. Implementarla ha significato creare il più grande database dermatologico di tutti i tempi, contenente dati sulle caratteristiche somatiche delle diverse etnie, i rispettivi ritmi e segni di invecchiamento, i parametri di bellezza ricavati dai risultati dei concorsi a tema sparsi in giro per il mondo e, non ultimi, ingredienti dei prodotti cosmetici più utilizzati. In questo modo, chiunque avrà scaricato l’app dovrà solo scattare un selfie (sì, anche se c’è chi sostiene che sia la prima causa di invecchiamento cutaneo precoce!), al resto ci pensa Rynkl. L’applicazione riconoscerà, infatti, i segni della vecchiaia, analizzerà le rughe e il tipo di incarnato, suggerendo la tipologia più adatta di creme e trattamenti cosmetici e facendo risparmiare all’utente tempo e denaro. Non gli resterà, infatti, che andare in profumeria ben fornito di smartphone.

 

Dimmi che pelle hai e ti dirò quanti anni dimostri!

 

Il costo dell’operazione? Minimo per chi chiederà a Rynkl di che ruga è fatto. Il lancio dell’app è stato preceduto, però, da una campagna di crowfunding con cui sono stati raccolti oltre 12 mila dollari da centinaia di utilizzatori diversi. Gli ideatori di Rynkl, del resto, non sono nuovi alle logiche del web 2.0. Solo qualche tempo fa avevano realizzato how-old.net, il sistema con cui chiunque poteva scoprire l’età dimostrata semplicemente caricando sulla piattaforma una foto. Diventato presto virale (in soli 7 giorni 50 milioni di persone inviarono la propria foto perché venisse analizzata, ndr), il sistema fu usato per prendersi gioco di star e personaggi famosi: alcune falle, infatti, generavano errori grossolani e divertenti. Chi non ricorda quelli sulla principessa Kate o sul più nostrano Renzi?

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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