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Come scegliere le attività post scuola dei figli: i consigli della psicologa

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Pictures of kids engaging in different activities on a white background

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Autunno non vuol dire soltanto fine delle vacanze scolastiche e ritorno fra i banchi di scuola; per molti, quasi tutti i bambini, la fine della stagione estiva comporta uno stravolgimento di ritmi e abitudini che da lenti e tranquilli diventano a dir poco frenetici! Il bambino ha davanti a sé una lista di attività extracurriculari da lasciare interdetto anche un adulto: tennis, calcio, pallavolo, equitazione, scherma, danza, nuoto, musica, lingua.. giusto per citarne alcuni!

Ma la scelta, davvero, a chi spetta? E soprattutto, è giusto che un bambino impegni così tanto il proprio tempo libero, fino a non poter avere più del tempo libero??

Per il primo quesito, dobbiamo sottolineare che è fondamentale che i genitori abbiano un atteggiamento di ascolto empatico nei confronti delle esigenze o delle semplici curiosità del bambino: è inutile, ma soprattutto dannoso, metterlo da parte nella scelta. Il rischio è che gli impegni della vita quotidiana che costringono i genitori a ritmi frenetici, finiscano con l’includere anche il bambino in una corsa contro il tempo, priva di motivazione ed obiettivi significativi. In quest’ultimo caso  il bambino, costretto a fare qualcosa controvoglia,  finirebbe con il sentirsi isolato e incompreso, mostrerebbe scarsi risultati nell’attività (con ricaduta sull’autostima) e finirebbe con l’abbandonarla.

Bimbi e attività: sì, purché siano scelte consapevoli

Incitare un bambino alle attività extracurriculari è importante su più fronti, per il benessere fisico, la socializzazione e l’autostima, ma è bene che la scelta venga fatta solo dal bambino e che l’adulto in questo caso assuma il solo ruolo di consigliere: pensateci bene, l’unico “rischio” che il vostro bambino potrebbe correre sarebbe quello di rendersi conto di essersi sbagliato e di voler provare qualche altra cosa!

Le possibilità sul territorio sono tante e variegate che non ci sarà sicuramente alcuna difficoltà nel soddisfare le proprie esigenze… ma non dimenticate che è altrettanto importante dare al bambino la possibilità di avere del tempo che sia davvero libero, libero da orari, regole e schemi..un tempo in cui giocare e inventare debbano essere i suoi unici impegni!

Danila Di Dio Psicologa clinica e psicodiagnosta dell’età evolutiva. Empatica, curiosa ed ottimista di natura, crede che i viaggi e i dialoghi con i bambini siano le esperienze che possano arricchire di più un uomo. Considera la psicologia come il suo hobby e crede fermamente nel valore della prevenzione e della promozione del benessere psicologico.

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