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Comprare merce contraffatta non è reato

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Chi acquista un prodotto contraffatto, purché lo acquisiti per sé e non per darlo ad altri, non commette reato in quanto resta estraneo non solo al processo produttivo ma anche a quello diffusivo del prodotto stesso. L’acquirente finale incorre, però, nell’illecito amministrativo che comporta il pagamento di una multa. È quanto ha ribadito la Corte di Cassazione con sentenza del 30 marzo 2016, n. 12870.
Rimane, quindi, esclusa l’ipotesi in cui l’acquisto avvenga per destinarlo a terzi in quanto si contribuisce all’ulteriore distribuzione e diffusione della merce contraffatta, essendo irrilevante se l’ulteriore diffusione avvenga a scopo di lucro o a titolo gratuito. Si configura in tal caso il reato di ricettazione di cui all’art. 648 c.p. che presuppone la commissione di un reato antecedente, in questo caso quello di cui all’art. 474 c.p. il quale punisce chi detiene per vendere o porre in vendita o mettere altrimenti in circolazione, prodotti industriali con marchi o segni distintivi contraffatti o alterati, escludendosi che il soggetto possa considerarsi come acquirente finale.

 

 

Cosa rischia chi vende un prodotto a marchio contraffatto?

 

Chi pone in vendita un prodotto falsificato, come abbigliamento, accessori, giocattoli, prodotti elettronici, alimentari, cosmetici e molto altro ancora, espone l’acquirente a un pericolo per la sua salute non essendo tale merce sottoposta ai dovuti controlli. Per questo motivo il decreto legislativo 114/98 dispone i principi e le norme generali sull’esercizio dell’attività commerciale il quale necessita di apposita autorizzazione il cui rilascio è condizionato dal possesso di determinati requisiti di cui all’art. 5 del suddetto decreto.

 

La violazione delle norme sul commercio comporta una sanzione pecuniaria come disposto dall’art. 29, oltre alla confisca della merce. In caso di particolare gravità o di recidiva può essere disposta anche la sospensione dell’attività, oppure può essere revocata l’autorizzazione qualora vengano meno i requisiti richiesti.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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