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Congedo mestruale: come funzionerà in Italia?

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Il concedo mestruale arriva anche in Italia. Se ne parla più o meno da un anno, cioè da quando il quotidiano The Sun segnalò l’iniziativa di un’azienda di Bristol che aveva deciso di inserire nel proprio statuto uno permesso speciale per le proprie impiegate da usufruire durante i giorni del ciclo. Poi saltò fuori la storia della Nike che già nel 2007 aveva adottato una politica di questo tipo e di recente ci avevo pensato lo Zambia a far tornare in ballo la discussione. Ora una proposta di legge è stata presentata alla Camera.

 

 

Ma come funzionerà il congedo mestruale nel nostro paese?

 

 

In concreto, come funzionerà il congedo mestruale in Italia? La proposta di legge prevede un congedo di tre giorni al mese retribuiti per le donne che soffrono di dismenorrea, ovvero i dolori da ciclo che, secondo le stime, costringono a letto tra il 60% e il 90% delle donne italiane. Un congedo che in questo modo non obbligherà le donne a chiedere giorni di malattia o ferie e soprattutto non si vedranno decurtate dallo stipendio l’assenza dal posto di lavoro.

Non tutte, però, potranno usufruire indistintamente; infatti, il congedo retribuito è previsto solo per le donne che soffrono di dismenorrea appunto. Inoltre, per aver diritto al permesso le lavoratrici, che abbiano contratto a tempo indeterminato, subordinato e parasubordinato, full o part time, sia nel settore pubblico che privato, dovranno presentare un certificato medico che attesti la patologia. Sarà obbligatorio, infine, una sorta di rinnovo annuale da effettuare entro il 30 gennaio e da presentare al datore di lavoro entro il 30 gennaio dell’anno successivo. La proposta di legge, presentata da quattro deputate del PD, è attualmente in discussione presso la commissione Lavoro di cui ci aspetta un’approvazione in tempi rapidi.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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