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Cous cous in salsa verde: una ricetta “vegan” per palati esigenti

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Il cous cous è un alimento tipico del Nordafrica, ma anche della Sicilia occidentale e della Sardegna sudoccidentale, dove prende il nome di Kaskà. È costituito da granelli di semola di frumento cotti a vapore (del diametro di un millimetro prima della cottura, poi dopo la cottura diventano sempre più grandi). Solitamente, esso accompagna carni in umido e/o verdure bollite; a Lampedusa, in particolare, ne viene preparata una gustosissima variante a base di pesce.

Oggi, invece, cucineremo assieme un cous cous “vegetariano” alla salsa verde, adatto anche ai palati più esigenti.

 

Ingredienti (per 4 persone)

 

200 gr di cous cous ( va bene anche di farina di kamut)

2 cucchiai di shoyu, salsa di soia cinese

100 gr di tofu schiacciato nello schiacciapatate

2 cucchiai di panna vegetale

2 cucchiai di olio d’oliva

prezzemolo tritato

2 teste d’aglio tritate

1 cucchiaino di burro vegetale

2 cucchiai di semi di sesamo tostati

2 cipollotti freschi

 

 

 

Preparazione

Ungete una pentola con 2 cucchiai di olio d’oliva, aggiungete il cous cous e fate tostare a secco. Aggiungete dell’acqua bollente e fuori dal fuoco mescolate per circa 2 minuti, poi rimettete a bollire per 3 minuti e infine con una forchetta sgranatelo. Tenete in caldo, mantecandolo con un cucchiaino di burro di soia.

A parte, preparate la salsa verde. Unite i cipollotti e riducete tutto in crema, aggiungendo anche il tofu già passato allo schiacciapatate e sbollentato, le teste d’aglio, la panna di riso, lo shoyu e il prezzemolo.

Spolverate con i semi di sesamo bianco tostati in precedenza.

Se preferite, potete grigliare il tofu invece di schiacciarlo: sarà buono egualmente. Condite il cous cous caldo con la salsa verde e servite.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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