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Cucinare con gli “scarti” per un’alimentazione sana, green ed economica

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Dopo una guida sulla date di scadenza degli alimenti, arriva una serie di consigli su come utilizzare le parti di cibo che normalmente considereremmo scarti. Le dritte sono questa volta di Tom Hunt, eco-chef e autore di numerosi libri sulla cucina naturale. In un pezzo sul “The Guardian”, il cuoco ‘green’ avrebbe spiegato, infatti, che “cucinando tutto, dalle radici alle foglie, si può risparmiare denaro  da utilizzare per l’acquisto di ingredienti di migliore qualità che, oltre a farci mangiare meglio, aiutano le comunità locali”.

 

Dalle bucce al latte acido: i consigli dell’eco-chef

 

Ecco, quindi, i 10 ingredienti che secondo Hunt non dovremmo buttare via e i suoi consigli di utilizzo.

  1. Le cime. Soprattutto nei supermercati è difficile trovare carote, barbabietole, ravanelli, cipolle con ancora attaccate le cime verdi che, pure, non solo indicano la freschezza del prodotto, ma rallentano il processo di deperimento. Le cime potrebbero essere utilizzate (quelle delle barbabietole, soprattutto) al posto di spinaci e bietole, saltate in padella. Quelle delle carote, più amare, potrebbero essere aggiunte a una salsa verde o al pesto e dalle foglie di ravanello si possono ricavare zuppe e insalate.
  2. Le foglie di insalata. È il cibo che, più degli altri, rischia di finire nella pattumiera, tanto che si stima oltre il 45% di tutta la produzione viene buttata. Se avete dell’insalata in frigo, però, prima di cestinarla potreste provare a far tornare turgide le foglie immergendole in acqua fredda o utilizzarle in zuppe e minestre e aggiungerle al minestrone.
  3. Carne vicina alla data di scadenza. Controllate l’eventuale presenza di muffa e annusatela: se non fa cattivo odore può essere consumata in tutta tranquillità. Per carni molto vicine alla data di scadenza, comunque, buone soluzioni alternative potrebbero essere la cottura (soprattutto in stufati e spezzatini), la conservazione in frigo dopo la cottura (fino a tre/quattro giorni) o il congelatore.
  4. Il grasso della carne. È senza dubbio ciò che da più sapore al taglio di carne, ma occhio alla “marmorizzazione”: più è uniforme e più l’animale sarà cresciuto in cattività o in allevamenti biologici (come accade per la selvaggina o il pollo ruspante). In questo caso può essere tranquillamente consumato o utilizzato in cottura per mantenere la carne più tenera. Del buon lardo può essere aggiunto, inoltre, a soffritti e altre preparazioni per insaporire.
  5. Latte acido. Se utilizzato in cottura, neanche il latte acido è dannoso per la salute. Anzi, è un ingrediente molto adatto alla preparazione di biscotti e pane a lievitazione naturale ed è ottimo aggiunto alle uova strapazzate.
  6. Le briciole di dolci. Sia che stiate preparando da soli le vostre torte, sia che stiate tagliando quelle già pronte (per farcirle, decorarle, ect.), avrete sicuramente briciole e resti di dolce sparsi per il piano di lavoro. Che c’è di meglio e di più facile di trasformarli in biscotti? Basta ricompattarli con una miscela di spezie e informarli.
  7. Tuorli o albumi. Quante volte vi sarà capitato di dover usare solo una delle due parti per le vostre ricette? Ci sono tanti modi per evitare che il resto vada buttato. Si possono aggiungere i bianchi a crudo nei frullati come concentrato di proteine o realizzare cocktail a base di whisky, bourbon o amaretto, oppure cucinarli in padella con avanzi di riso salsa di soia. I tuorli, invece, oltre che nella classica preparazione della maionese possono essere usati per aggiungere sapore a un piatto di tagliatelle o spaghetti con una generosa grattugiata di parmigiano.
  8. Pane raffermo. Ogni anno sprecheremmo quasi 330.000 tonnellate di pane, nonostante ci siano numerose ricette per riutilizzare il pane non più fresco. Toast, pan grattato, crostini, cubetti di pane fritto da usare nelle insalate sono solo alcuni esempi. Poi ci sono i piatti della tradizione come la pappa al pomodoro toscana, la panzanella o il migas, un piatto spagnolo fatto con pane reidratato fritto in olio d’oliva e condito con funghi, peperoni e cipolle.
  9. Formaggio ammuffito. Buttatelo via solo se è un formaggio a pasta molle, in tutti gli altri casi invece basta rimuovere la parte danneggiata e mangiare il resto – all’interno di toast o grattugiato sulla pasta e sul brodo.
  10. Le bucce. Numerosi studi confermano le forti proprietà nutrizionali delle bucce – le patate, per esempio, hanno alte quantità di vitamina C nella buccia e si rischia di perderne fino al 35% se private. Per questo, se possibile, patate e altre verdure andrebbero consumate integre, in modo da non alterare l’apporto di fibre e da far in modo che, digerendo lentamente, il nostro organismo assorba il maggior numero di sostanze nutritive possibile. Se non si può fare a meno di sbucciarle, le bucce andrebbero almeno riutilizzate in conserve o come fondo dei piatti. Certo, i residui chimici delle colture intensive scoraggiano l’uso delle bucce, per questo sarebbero da preferire prodotti biologici, (ri)utilizzabili dalla radice alle foglie.

 

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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